La Recensione: “Zorro. L’inizio della leggenda” di Isabel Allende.

Isabel Allende - Zorro

Isabel Allende, scrittrice sudamericana conosciuta in tutto il mondo – sicuramente ricorderete La casa degli spiriti, da cui è stato tratto il celebre film con il cast d’eccezione Meryl Streep, Glenn Close, Winona Rider e Antonio Banderas – ha scritto nel 2005 un’immaginaria biografia sulla vita di Don Diego della Vega, dal suo concepimento fino a quando questi non decide di consacrare la sua vita ad aiutare il pueblo, celato dietro la maschera di Zorro.

Si tratta di un prequel al romanzo The mark of Zorro – scritto da Johnstone McCulley nel 1919 e pubblicato a puntate sulla rivista All-Story Weekly (Link), come allora si usava – che ha ispirato l’omonimo adattamento cinematografico del 1920 e soprattutto la serie Disney degli anni ‘60 che ha reso Zorro famoso agli occhi del mondo.

La traduzione italiana del romanzo di McCulley è ormai introvabile, ma ne ho letta la versione originale in inglese, di cui trovate anche la recensione. Intanto anticipo presenta parecchie curiose differenze rispetto all’immagine che si è ormai consacrata di Zorro.

Come gli altri romanzi dell’Allende, anche questo prequel-rivisitazione delle origini di Zorro si ascrive al filone del realismo magico, cosicché troviamo nella vita di Don Diego bambino e adolescente molti avvenimenti, non solo avventurosi e al di fuori del comune, ma anche avvolti da un’aurea sovrannaturale, riconducibili alle origini indie di Diego da parte di madre (elemento innovativo rispetto alle origini nobiliari spagnole di Zorro).

Zorro (che in spagnolo significa “volpe”, n.b.) è infatti figlio del nobile spagnolo Don Alejandro De La Vega, possidente terreno nella colonia spagnola della California, e l’india Toypurnia, che si era battuta per i diritti del suo popolo con una maschera da lupo finché non ha incontrato la lama del suo futuro marito. Civetta Bianca, madre di Toypurnia, sciamana e capo della tribù india, consacra il nipote e suo “fratello” Bernardo (nato lo stesso giorno di Diego dalla serva e amica india di Toypurnia che ha allattato entrambi i bambini) all’età adulta secondo il rito di iniziazione della tribù, momento nel quale una volpe salva la vita a un Diego morente per il veleno di un morso di serpente, evento che rivela al ragazzo il suo animale totemico, uno “zorro” appunto.

Abbiamo, quindi, non solo uno Zorro “rinnovato” da spagnolo a meticcio, ma anche una diversa interpretazione di Bernardo, che nella serie Disney è il fedele servitore muto di Don Diego, che di certo non ha l’aspetto dell’indio, mentre qui è considerato da Zorro non solo come un vero fratello, ma anche come egli stesso Zorro a tutti gli effetti.

Ma i colpi di scena non finiscono di certo qui: dalla fanciullezza al viaggio a Barcellona per completare gli studi fino al ritorno in California di un Diego ormai adulto si succedono la cattura di un orso bruno, attacchi di indios, cure miracolose di Civetta Bianca, viaggi in mare in cui i ragazzi si arrampicano tra gli alberi delle navi e vengono attaccati dai pirati, l’affiliamento con il gruppo massonico La Justicia, l’amicizia con un gruppo di gitani, l’amore non corrisposto per la bella Juliana… e chi più ne ha più ne metta. E se vi aspettate che le avventure finiscano una volta rientrati a Los Angeles vi sbagliate.

Insomma: ben scritto e originale come tutti i romanzi dell’Allende, ricco di coups de théatre, da leggere tutto d’un fiato.

Pagine: 348

Prezzo: 8 euro

Editore: Universale Economica Feltrinelli

Giudizio complessivo: ★★★★★

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