La Recensione: “L’ incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea”, Romain Puértolas.

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Primo romanzo di Romain Puértolas, scrittore madrelingua francese di origini francoispaniche, che ha vissuto in Spagna e Inghilterra e ha lavorato come dj, insegnante di lingue, traduttore, assistente di volo, illusionista e analista per la polizia di frontiera, tutti impieghi che in qualche modo hanno influenzato la storia del fachiro indiano: abile illusionista, approda all’aereoporto Charles de Gaulle, teatro di alcune delle vicende che lo riguardano, entra in contatto con i problemi degli africani che cercano di superare le frontiere per avere di che mantenere le loro famiglie in Africa, e, proprio come l’autore, alla fine delle sue avventure decide di scrivere il suo primo romanzo.

Quella di Ajatashatru, il cui nome si pronuncia Accatta-sta-gru ma anche Accasciati-Artù, è, infatti, la storia di un viaggio che, passando per Francia, Gran Bretagna, Spagna, Italia e Libia, diventa il viaggio interiore di una redenzione. Da fachiro imbroglione, che vive di espedienti e raggiri (come quello di fingere di nutrirsi solo di chiodi, che sono, in realtà, di zucchero), capisce di voler in realtà dedicare la sua vita a far del bene aiutando le persone, e decide infine, dopo aver scritto, con la matita Ikea, una storia su una camicia mentre è chiuso nella stiva di un aereo, di cambiare mestiere e diventare scrittore.

Ajatashatru è sulla quarantina, alto, secco, nodoso come un albero, con il viso olivastro e baffi giganteschi. Le orecchie e le labbra sono cosparse di anelli, e in testa porta sempre un turbante piuttosto sporco, dato che non se lo toglie mai, nemmeno per il tempo di lavarlo.

Dopo aver convinto i suoi concittadini a fare una colletta per pagargli l’aereo, in modo che potesse recarsi all’Ikea a comperare un letto di chiodi da 99 euro che, secondo quanto gli ha fatto credere, gli è necessario per ragioni di salute, mentre in realtà intende rivenderlo a più di 1.000 euro, Ajatashatru parte per la Francia portando con sé solamente una banconota falsa da 100 euro, stampata solo da un lato, che gli serve per pagare il letto di chiodi.

Giunto all’aeroporto, è vittima di un tassista gitano che lo porta all’Ikea più lontana per spillargli più soldi, ma che poi diventa vittima lui stesso perché il fachiro con un abile trucco gli sfila dal portafoglio la banconota da 100 stampata solo da un lato che aveva appena incassato. Da quel momento il gitano lo seguirà ovunque esigendo vendetta.

Una volta giunto all’Ikea e ordinato il letto, che sarà pronto il giorno seguente, non gli rimane che dormire dentro il megastore, visto che possiede solo quella banconota falsa e non vuole rischiare troppo la fortuna a usarla più del necessario. Durante la notte, però, alcuni commessi si aggirano nel negozio per spedire alcuni mobili, tra cui l’armadio dentro il quale Ajatashatru si è nascosto. Direzione Inghilterra.

Da qui ha inizio tutta una serie di avventure rocambolesche e surreali, che lo porteranno a fare la conoscenza di persone diverse, tra cui un gruppo di immigrati che cercano di superare le frontiere nascondendosi nelle stive dei camion, la bella Marie che gli offre il pranzo e la famosa attrice Sophie Marciò.

È una storia buffa dall’effetto favolistico, con personaggi strampalati, piacevole e divertente, adatta a chi cerca una lettura leggera, ma che comunque ti può far (anche solo appena) riflettere: c’è infatti anche un elemento più profondo, quello che riguarda la conversione del fachiro, truffatore e imbroglione, in un uomo che ha voglia di fare qualcosa di buono per il mondo.

Pagine: 215

Prezzo: 16 euro

Editore: Einaudi, Supercoralli

Formato: Copertina rigida in tela color carta da zucchero. Sovraccoperta nei colori della bandiera svedese (in onore dell’Ikea), giallo e blu, con il disegno di un fachiro con una matita in mano.

Giudizio complessivo: ★★★

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7 thoughts on “La Recensione: “L’ incredibile viaggio del fachiro che restò chiuso in un armadio Ikea”, Romain Puértolas.

  1. Non so … troppo colorata? la grafica? bella domanda … però è vero, mi faccio influenzare molto dalla copertina, sbagliando. E’ un preconcetto sciocco, ecco perché ti sono grata. Ovviamente anche per la bella recensione, senza quella non l’avrei scoperto 🙂

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  2. Ho letto il libro, davvero molto carino.Mi ha divertita molto, ho trovato un modo nuovo di scrivere, intelligente e ironico nel trattare temi attuali, scomodi e così toccanti. Ho avuto un ripensamento sulla copertina. Hai ragione, forse è proprio la copertina che attira l’attenzione. Chissà perché all’inizio l’ ingiustamente criticata. Grazie ancora 🙂

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