La Recensione: Joël Dicker, La verità sul caso Harry Quebert

Dicker-verità-caso-harry-quebert Trama.

Marcus Goldman, giovane scrittore newyorkese che ha avuto grande successo con il suo primo libro, da due anni non riesce più a scrivere una sola riga, e si sta avvicinando il termine di scadenza per la consegna del nuovo romanzo al suo editore.

Ma qualcosa di terribile accade al suo ex professore universitario, mentore e amico Harry Quebert: nel suo giardino nella cittadina di Aurora, New Hampshire, viene ritrovato il cadavere di Nola Kellergan, una ragazza di quindici anni scomparsa nel 1975. Seppellito insieme al corpo il manoscritto del romanzo che ha consacrato la carriera di Harry Quebert, Le origini del male. Lo scrittore viene arrestato con l’accusa di omicidio e Marcus, convinto della sua innocenza, si precipita al suo aiuto.

Le indagini di Marcus, con la spalla dell’agente Gahalowood, apriranno un mistero sul mistero, fino all’inimmaginabile verità.

Recensione.

La verità sul caso Harry Quebert, pubblicato nel 2013, è divenuto un best seller europeo e ha stazionato nella classifica italiana dei dieci libri più venduti per diverse settimane.

La numerazione dei capitoli è invertita: si parte dal 31esimo fino ad arrivare al primo, rispecchiando i consigli che Harry Quebert dà al suo allievo e amico Marcus Goldman riguardo a come scrivere un romanzo di successo. Ai consigli, presentati sotto forma di flashback, è dedicata una paginetta di apertura di ciascun capitolo, e precedono dunque la narrazione del proseguire delle indagini.

Joël Dicker fa dunque del suo romanzo, oltre che un giallo, una sorta di libro sull’arte dello scrivere, il non così inusuale caso in cui la letteratura parla di se stessa. A dire il vero i consigli sono alquanto scontati, ma è originale la similitudine tra la scrittura e la boxe.

In questo libro ci sono elementi alquanto scadenti, che vengono però superati dalla suggestione della trama, cosicché nonostante essi, l’impressione che scaturisce leggendo il libro rimane positiva. Per questo inizio col descrivere prima la parte destruens, per poi risollevare il romanzo nel vostro parere con la costruens.

Oggettivamente parlando, l’amore folle di un trentaduenne per una quindicenne è francamente assurdo, tanto più che non si tratta di una sbandata o di una liaison sessuale, ma dell’amore delle loro vite. Harry Quebert e Nola Kellergan si innamorano pazzamente già dal primo incontro e dal terzo sanno di voler stare insieme per sempre. La trovo una concezione di amore adolescenziale, aggravata dal fatto che Joël Dicker ci riempie di frasi irragionevolmente sdolcinate e lettere d’amore eccessivamente smielense.

Tra l’altro l’autore ha decisamente peccato di hybris nel paragonarsi a Nabokov, citando l’incipit di Lolita:

«Guardò Nola che parlava con gli altri clienti. Era allegra. La sentì ridere, e scrisse: Nola. Nola. Nola. Nola. Nola. N-O-L-A. N-O-L-A. N-O-L-A. Quattro lettere che avevano sconvolto il suo mondo. Nola, un bocciolo di donna che gli faceva girare la testa dalla prima volta che l’aveva vista. N-O-L-A.»

«Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta.».

Altro punto debole è la caratterizzazione semplicistica dei personaggi, che non riescono ad avere un carattere ben delineato, ma appaiono quasi come caricature.

Come dicevamo, nonostante questi elementi piuttosto scadenti, La verità sul caso Harry Quebert rimane comunque nel complesso un romanzo di una lettura veramente piacevole (alcuni critici l’hanno definita una “lettura da spiaggia”): lo sviluppo della vicenda è ben congeniata, non mancano deliziosi colpi di scena, e lo snodo delle rivelazioni non è mai scontato, tanto che anche il lettore più acuto fatica a intuire la verità fino a che non ci viene svelata nelle ultime pagine. Si tratta di un romanzo scorrevole, nonostante le 800 pagine, che si legge tutto di un fiato.

Coup de theatre finale è la scoperta che quello che si sta leggendo è un libro nel libro: il “vero” libro di Marcus Goldman, quello che scrive per annunciare all’America “La verità sul caso Harry Quebert”.

La verità sul caso Harry Quebert non è solo un giallo, ma anche una storia d’amore delle più sdolcinate e un romanzo che celebra l’essere scrittori. Tra le tre cose la meglio riuscita è la prima, che è quella che rende piacevole l’insieme nonostante le pecche delle altre due componenti.

Dicker-harry-quebert

Titolo originale: La Vérité sur l’Affair Harry Quebert

Pagine: 775

Prezzo: 14 euro

Editore: Bompiani, Narratori Stranieri

Formato: Copertina in brossura di cartoncino leggero ruvido. Sovraccoperta patinata lucida con una fotografia di Gregory Crewdson.

Giudizio complessivo: ★★★

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3 thoughts on “La Recensione: Joël Dicker, La verità sul caso Harry Quebert

  1. Bellissima recensione. Anch’io, in maniera senza dubbio più ingenua, ho scritto un pezzo su questo “page turner” (così definito da alcuni critici schizzinosi) e devo ammettere che, leggendo il tuo pezzo, ho trovato alcuni spunti assolutamente interessanti!
    Il particolare richiamo all’incipit di Lolita mi era sfuggito…e se non è plagio è senza dubbio un omaggio molto “spinto”!
    Concordo con te sull’impressione generale del romanzo che resta senza dubbio una lettura intrigante. Di certo Dicker è riuscito nel suo intento di rendere un libro simile ad una serie televisiva in quanto a coinvolgimento.
    Bravissima!

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  2. http://sentieriletterari.blogspot.it/2014/09/la-verita-sul-caso-harry-quebert-nola-kellergan-aurora-joel-dicker-narrativa.html
    Ecco qua la recensione di Ginevra su questo romanzo! La consiglio a chi è intenzionato a leggere il libro!
    Non sapevo che l’autore stesso avesse dichiarato di voler rendere il suo libro simile a una serie tv americana, come Homeland, in quanto a dipendenza dalla trama! Di sicuro gli è riuscito, questo libro ti attira inesorabile finché non l’hai divorato!

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