La recensione: Il mago di Oz, un libro per bambini.

il-mago-di-ozGuardando una delle mie serie tv preferite, Once Upon A Time, che, per chi ha visto le puntate della scorsa stagione ha portato a Storybrook la Perfida Strega dell’Ovest, nientepopodimeno che la sorella invidiosa di Regina, mi sono resa conto di non aver mai letto Il mago di Oz da bambina, così ho deciso di rimediare. Sinceramente lo consideravo un classico per ragazzi, cioè uno di quei libri con i bambini per protagonisti adatti, però, anche agli adulti, come Il Giardino Segreto, o Grandi Speranze, mentre invece Il mago di Oz è una vera e propria favola per bambini a tutti gli effetti.

Lyman Frank Baum.

Nato a Chittenango, vicino a New York, nel 1856 e morto a Hollywood nel 1919, prima di diventare scrittore per ragazzi svolse i più svariati lavori: dapprima cronista, poi direttore di una catena di teatri, autore e attore di teatro egli stesso, si avvicinò al mondo dei bambini divenendo proprietario di un negozio di giocattoli, e poi editore di un settimanale per ragazzi. Contemporaneamente fece il rappresentante di porcellana, da cui probabilmente gli deriva l’idea del paese di porcellana di cui si parla nel Mago di Oz. Aveva già pubblicato due romanzi per ragazzi che la critica aveva accolto favorevolmente quando arrivò i successo di Il meraviglioso mago di Oz nel 1900.

 Trama.

Dorothy vive con gli zii in una fattoria del grigio Kansas, quando, travolta da un ciclone che la solleva e porta via con sé insieme alla sua casa, si ritrova nello splendido e magico Regno di Oz. L’unica speranza della bambina di tornare a casa, è l’aiuto del mago di Oz in persona, che nessuno ha mai visto direttamente. Per raggiungere la Città di Smeraldo, dove Oz vive nascosto nel suo palazzo, deve seguire una strada di mattoncini gialli che attraversa territori sconosciuti e pieni di insidie. Durante il suo cammino incontra uno spaventapasseri che vorrebbe tanto avere un cervello, un uomo di latta che vorrebbe avere un cuore, e un leone codardo che vorrebbe avere più coraggio, che la accompagnano nel viaggio. Quando finalmente arrivano al cospetto di Oz, scoprono che le loro avventure non sono ancora finite…

Recensione.

Le due streghe buone a Nord e a Sud, quelle cattive a Est e Ovest, la divisione netta per colori di ogni città, dove tutto è rosso, giallo, verde o azzurro, persino gli abitanti; e ancora le immagini semplici, la narrazione lineare, la scrittura elementare, con periodi brevi e facili dialoghi, sono tutti elementi che rendono Il mago di Oz adatto ai bambini.

In tutti i personaggi si nasconde una morale.

Lo Spaventapasseri, che tanto si dispera perché non ha il cervello e non può, quindi, essere intelligente, dimostra invece da subito di avere la personalità più giudiziosa di tutti.

Allo stesso modo, il Boscaiolo di Latta, che rimpiange di non avere più un cuore con cui poter amare, dimostra di avere una grande sensibilità e una bontà d’animo.

I due, poi, raffigurano il proverbiale dibattito: è preferibile essere intelligente o avere buon cuore? Lo Spaventapasseri sostiene che «l’intelligenza è l’unica cosa che vale la pena di avere in questo mondo», mentre il Boscaiolo di latta, che quando era umano li ha avuti entrambi, ritiene che sia preferibile avere un cuore, perchè «l’intelligenza non rende una persona felice, e la felicità è la cosa più bella del mondo». Che, poi, è una delle Grandi Verità della vita: l’intelligenza ci porta a scandagliare il mondo, a riflettere e dubitare di ogni cosa, ma spesso ha il risultato di allontanarci dalle cose semplici, dal piacere di amare il prossimo e godere di ciò che si ha. Comunque sia, Baum non ci dà una scelta tra le due cose, limitandosi a rappresentare gli elementi positivi di cervello e cuore attraverso il parere opposto dello Spaventapasseri e del Boscaiolo di Latta, lasciando che sia il bambino a interiorizzare la questione e a rifletterci meglio, magari quando sarà più grande. Perché, come si sa, il bambino magari non riflette direttamente sui messaggi che i libri gli offrono, ma è certo che interiorizzi i concetti in maniera inconsapevole, e ciò lo aiuta a formare il suo carattere e influisce sulla sua vita futura. Per questo è importante insegnare ai bambini a leggere e spingerli alla lettura fin dalla più tenera età.

Il Leone, invece, convinto di essere fifone e codardo, è in realtà solamente intimorito dalla paura stessa, ma come i più valorosi di noi, ha il coraggio di affrontare di petto le sue paure. «Non esiste creatura vivente che non abbia paura quando si trova davanti al pericolo. Il vero coraggio consiste nell’affrontare il pericolo quando si ha paura.» gli dice il mago di Oz.

Quindi la morale che Il mago di Oz insegna ai bambini è che l’importante è credere in se stessi, e già semplicemente desiderando di essere una cosa si diventa ciò che si vuole: lo Spaventapasseri desidera un cervello e così diventa giudizioso, il Boscaiolo di latta vorrebbe avere un cuore e dimostra di essere pronto a sacrificarsi per gli altri, il leone, quando crede che Oz gli abbia fatto bere il coraggio diventa improvvisamente coraggioso, semplicemente perché pensa di esserlo.

Per saperne di più su edizioni, filmografia e riproduzioni teatrali de Il mago di Oz, clicca qui.

Titolo originale: The wonderful wizard of Oz

Editore: I Birilli, De Agostini

Pagine: 124 Prezzo: 10.90 euro

Formato: libro di grande formato, rilegato, con copertina rigida. Illustrazioni di Aldo Ripamonti.

Giudizio complessivo: ★★

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