LA RECENSIONE: “IL SEGNO DI ZORRO”, IL LIBRO DI JOHNSTON MCCULLEY CHE DÀ INIZIO ALLA LEGGENDA

Johnston McCulley e Guy-Williams
Johnston McCulley che “insegna” la parte a Guy Williams.

Fin da bambina Zorro è sempre stato uno dei miei personaggi preferiti, tant’è che a carnevale, mentre le altre bambine si vestivano da fatina o da principessa, io invece indossavo fieramente un costume da Zorro, con tanto di baffi pitturati diligentemente con una matita nera dalla mia povera madre che scuoteva la testa a disagio di fronte a una figlia maschiaccio.
Il mese scorso ho ricominciato a vedere la serie tv degli anni ’60 con Guy Williams, così ho deciso di leggere anche il libro di Zorro, che non avevo mai letto. Mi sono imbattuta dapprima sul prequel di Isabelle Allende, Zorro. L’inizio della leggenda, di cui avevo già pubblicato la recensione.
Cercando poi il libro originale, il capostipite di tutta l’enorme massa di rivisitazioni cinematografiche e televisive , mi sono accorta con vergogna che ormai era introvabile in italiano, ma si trova invece facilmente in lingua originale, con il titolo The mark of Zorro.

The curse of Capistrano di Johnston McCulley, l’edizione originale del 1919.

McCulley- the mark of zorroLa prima vera storia di Zorro, scritta da Johnston McCulley, venne pubblicata nel 1919 a puntate su una rivista, All-story weekly, con il titolo originale di The curse of Capistrano. Divenne subito la sceneggiatura di un film, prodotto da Douglas Fairbanks Sr, dal titolo The mark of Zorro, che fu poi rifatto nel 1940.
Quando la storia apparve in forma di libro per la prima volta, aveva già adottato il titolo del film.
L’ultima riproduzione cinematografica, The mask of Zorro, è una sorta di rifacimento di uno dei vari sequel che hanno seguito il film del 1940, e ha niente a che vedere con la storia originale.
Ma nell’immaginario collettivo la rappresentazione più nota è la serie televisiva Zorro prodotta nel 1960 sotto la supervisione di Walt Disney in persona, con Guy Williams, che continua tutt’ora ad essere trasmessa su Fox e sul canale della Disney.

Mark_of_Zorro_1940
Locandina del film “The mark of Zorro” del 1940.

Recensione.

9780230029217.Cover.qxdSebbene gli eroi mascherati dalla doppia identità siano popolari da settant’anni a questa parte (Superman, Spiderman, Batman…) negli anni in cui fu scritto Zorro erano ancora pressoché sconosciuti.
L’idea che sta dietro al personaggio di Zorro era quella di un Robin Hood californiano, che si battesse per i poveri, in questo caso rappresentati dagli indios, e che per di più si nascondesse tra quella che era definita “l’aristocrazia spagnola” della California.
Don Diego De La Vega è il rampollo dalla linea sanguinea più prestigiosa di Los Angeles, peccato che sia così indolente, ipocondriaco, pigro e senza vita, tanto che non è neppure in grado di corteggiare Lolita Pulido, la bellissima dama che vorrebbe fare sua moglie. Il suo alter ego, Zorro invece, è temerario, esperto nell’arte della spada e fervente di amore per Lolita, la quale lo ricambia con ardore. Nessuno potrebbe immaginare che i due siano la stessa persona.
Mi ha colpito favorevolmente che ne Il segno di Zorro non si riveli la vera identità dell’eroe mascherato fino alle ultime righe, quando si toglie la maschera di fronte a una folla attonita nel riconoscere in lui i lineamenti di Diego De La Vega. Effettivamente, non doveva stupirmi così tanto che “finalmente” al lettore / spettatore non venisse rivelata fin dall’inizio la vera identità di Zorro, dato che è da qui che parte la storia.
Johnston McCulley The Mark of Zorro DellNel libro di McCulley troviamo gli avventurosi inseguimenti che tanto conosciamo, ma i combattimenti sono resi in maniera ancora più rocambolesca. Ogni scontro di spada viene narrato dettagliatamente dall’autore, con grande piacere dei lettori uomini, mentre io ero più attratta dalle scene in cui Lolita promette eterno amore a Zorro.
Il sergente Garcia, che noi tutti conosciamo grazie alla serie Disney, si chiama invece Gonzales, pur sempre ciccione e amante del vino, ma per nulla stupido e bonaccione come la sua versione televisiva, al contrario è furbo e violento. Bernardo, il servo fedele che ha tanto peso sia nella serie Disney che nel romanzo della Allende, compare invece qui in un solo fuggevole accenno.
Nonostante sia stato scritto ormai quasi cento anni fa, ho trovato Il segno di Zorro un romanzo moderno in tutto e per tutto, dallo stile alla trama. È una narrazione avvincente, a tratti divertente (quando Zorro si prende gioco del sergente Gonzales per esempio) che scorre agilmente. La consiglio vivamente a tutti quelli che sono curiosi di conoscere la genesi del personaggio tanto amato.

Titolo originale: The mark of Zorro
Pagine: 204
Prezzo: 2.89 euro
Formato: Kindle.
Giudizio complessivo: ★★★★

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