La Recensione: “Stoner” di John Williams

Stoner, John Williams, copertina, recensione

 

Stoner è un romanzo dello scrittore statunitense John Edward Williams, scritto nel 1965. Inizialmente non ha ottenuto un grande successo, vendendo solo duemila copie. Viene riscoperto e ripubblicato nel 2003 dalla casa editrice statunitense Vintage Classics, poi dal “New York Review of Books Classics” nel 2006. In Italia è stato pubblicato da Fazi editore nel 2012.

 

Trama

William Stoner nasce in una povera famiglia di contadini, e aiuta il padre nei campi finché questi non gli propone di andare all’università a studiare agraria, per apprendere le nuove tecniche agricole. Durante un corso obbligatorio di Lettere, mentre il professore legge il sonetto n.73 di Shakespeare, Stoner, colpito da una sorta di fulmen in clausula, passa alla facoltà di Lettere e Filosofia, nella quale trascorre tutta la vita come professore. Si innamora di Edith, una fragile creatura che sposa in un matrimonio infelice fin dal viaggio di nozze e dalla quale ha una figlia, Grace. Trova l’amore, quello vero, in una sua brillante studentessa, Katherine Driscoll, ma la loro storia si deve presto interrompere per via dello scandalo suscitato. Dopo la partenza di Katherine la sua carriera universitaria prosegue senza particolari successi né promozioni, ostacolata per venticinque anni dall’ingiusta antipatia del rettore. Stoner muore per un cancro all’età di sessantacinque anni.

 

Recensione

«William Stoner si iscrisse all’Università del Missouri nel 1910, all’età di diciannove anni. Otto anni dopo, al culmine della prima guerra mondiale, gli fu conferito il dottorato in Filosofia e ottenne un incarico presso la stessa università, dove restò a insegnare fino alla sua morte nel 1956. Non superò mai il grado di ricercatore, e pochi studenti, dopo aver frequentato i suoi corsi, serbarono di lui un ricordo nitido»

John Williams, Stoner, incipit.

 

In queste prime righe c’è già l’intera vita di William Stoner, una vita piatta e desolata. Non si allontana mai dall’Università, ha solo due amici, di cui uno morto durante la Prima Guerra Mondiale. Ha un matrimonio infelice, non riesce a salvare la figlia dalla soffocante pazzia della moglie. Rinuncia alla sua unica storia d’amore per non voltare le spalle a ciò che definisce la sua intera esistenza, essere un professore della Columbia.

Non accade quasi nulla di speciale, non ci sono grandi colpi di scena. Fuori dalle mura dell’Università si verificano eventi che sconvolgono la fisionomia mondiale: le guerre, la crisi del ’29, la Grande Depressione, il progresso… Ma non per Stoner. Per lui c’è solo ciò che accade dentro quelle mura. La trama del romanzo, quindi, è una materia potenzialmente povera, eppure non risulta affatto mediocre e noiosa, anzi è appassionante, grazie alla capacità dell’autore di descrivere la profondità della vita di William Stoner, cioè di una vita qualsiasi.

L’esistenza di Stoner è passivamente dominata dagli eventi, l’unica vera decisione che prende è quella di cambiare i suoi studi da agraria a letteratura e di non tornare a lavorare nella fattoria, ma di rimanere in università a insegnare. Stoner affronta le difficoltà della sua vita, le umiliazioni che subisce, sia a casa per causa di Edith che al lavoro, con stoicismo e serenità. Non maledice la vita ma ne vive i limiti con tranquillità d’animo.

Stoner è il racconto di un uomo mediocre come tante altri, un uomo che non rimpiange i suoi fallimenti, che affronta la vita così com’è, senza disperazione e senza illusioni, trovando il senso unico della sua esistenza nella devozione a un solo ideale, che nel caso specifico di Stoner è l’insegnamento.

Eppure queste banali memorie provocano nel lettore un coinvolgimento emotivo tale da accendere una potente risonanza nei suoi pensieri, portandolo a interrogarsi continuamente durante il procedere della lettura sul senso della vita.

Segnalo una recensione notevole, scritta da Irene Bignardi e pubblicata su “La repubblica”.

 

Titolo originale: Stoner

Editore: Fazi

Pagine:

Prezzo: Kindle Unlimited (per un mio giudizio su Kindle Unlimited, nuovo abbonamento mensile offerto da Amazon, vedi qui)

Giudizio complessivo: ★★★★★

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3 thoughts on “La Recensione: “Stoner” di John Williams

  1. Desidero leggere questo libro da tanto, fin da quando la Fazi decise, saggiamente, di pubblicarlo in Italia. Mi colpì moltissimo il giudizio che ne diede Massimo Ammaniti (papà di Niccolò) nella trasmissione “Pane quotidiano”; egli parlò di un libro che ci narra di come “la luce entri in una vita grigia”, facendo riferimento all’amore tra Stoner e la sua studentessa. È proprio ciò che sottolinei tu e, grazie alla tua recensione, ho un motivo in più per chiederlo, finalmente, come regalo di Natale. Prometto che leggeró la recensione su la Repubblica! A presto Sara, ancora complimenti!

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  2. Devi assolutamente metterlo nella lista dei regali di Natale 😉
    Non so spiegare come vorrei perché questo libro è così meraviglioso, ma è quella la sensazione che ti lascia quando sei arrivato alla fine, e forse è proprio quello che dice tutto in un libro, la sensazione che ti lascia!
    Fammi sapere che ne pensi quando l’hai letto!

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