La collana “Universale” di Einaudi. Nascita e storia.

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In un breve soggiorno di Ginzburg a Torino, tra il novembre e il dicembre 1941, il direttorio della casa editrice (Einaudi, Ginzburg, Pavese, Muscetta e Alicata) approfitta per riunirsi e discutere soprattutto su una collana di particolare impegno, la nuova “Biblioteca universale”. Nelle intenzioni di Einaudi a curare la collana dovrebbe essere Muscetta dalla sede romana, con la pubblicazione di «due volumetti al mese».[1] Ne escono 41 volumi tra il 1942 e il 1943.

L’”Universale” è una collana impegnativa, con ritmi di produzione obbligati e un notevole impegno economico, per la necessità di allargare i collaboratori e l’ambizione di rivolgersi a un pubblico più ampio con testi agili e a basso prezzo.

universale-einaudiIl 27 ottobre Muscetta invia a Einaudi due liste di ventiquattro volumi ciascuna (il programma per due anni di uscite), precisando i criteri di scelta:

Opere notissime di autori notissimi, opere poco note dei medesimi, opere degne di essere conosciute e ignorate. Predominante percentuale di narratori, qualche opera di pensiero, qualche opera storica, un po’ di teatro e di epistolari, quasi tutti moderni e qualche antico, assai più stranieri che italiani. Per i contemporanei c’è la difficoltà della proprietà letteraria. Bisognerà che tu mi dia chiarimenti sulle tue intenzioni a questo riguardo.[2]

Nello stesso giorno Giulio Einaudi stende un promemoria sulla nuova collana: ha intenzione di distinguere l’”Universale” in due serie, la Biblioteca classica universale, che dovrebbe costituire il fondo della nostra cultura con autori classici nuovamente scoperti e ripresi, «che per i normali lettori delle altre collezioni Einaudi sono già sottintesi»; la Biblioteca moderna universale, che dovrebbe sfruttare i grandi successi narrativi italiani e stranieri «non degni di entrare nello Struzzo, e i libri di cultura non severi abbastanza per entrare nella Biblioteca di cultura storica o scientifica o economica o politica o filosofica».[3]

L’”Universale” è il frutto materiale della guerra; si caratterizza per il forte impegno civile, ispirato in gran parte dalla ricerca dei valori di cui l’uomo aveva bisogno per sopportare con forza il conflitto mondiale. Anche il piccolo formato è imposto dalla guerra, per la difficoltà a reperire la carta. La principale concorrente è la “Corona” di Bompiani, curata da Vittorini. Con lo stesso prezzo dell’”Universale”, risulta però più accattivante esteticamente e riscuote grande successo.

Per Giulio Einaudi l’”Universale” rappresenta un andare incontro verso i reali bisogni della cultura nazionale. «Tengo molto a che questa collezione non passi per un tentativo di volgarizzamento di cui non si sentiva affatto la necessità, ma per un contributo fattivo a un riesame serio e consapevole del patrimonio culturale universale»[4]. Tuttavia l’impronta civile fortemente ricercata per questa collana è costretta a limitarsi solamente a un determinato genere di volumi a causa dell’intervento della censura, che l’evolvere della guerra rende sempre più cospicuo e imprevedibile. Infatti la maggior parte dei progetti messi in cantiere alla fine del ‘41 si arenano nei divieti di pubblicazione sempre più indiscriminati, di cui risulta difficile comprendere le motivazioni: nomi di autori e libri, nonostante le estenuanti trattative, cadono uno a uno per imposizione del Ministero della Cultura Popolare. Vi è una grossa difficoltà a pubblicare traduzioni di autori appartenenti a paesi contro cui l’Italia è in guerra.

nuova-universale-einaudi2 Nel 1962 il testimone della Universale passa alla Nuova Universale Einaudi, meglio conosciuta come NUE. Nonostante l’ultimo titolo risalga al 2003, è una collana tutt’ora aperta, che conta più di 200 titoli.  Curata inizialmente da Giulio Bollati, è storicamente una delle più rappresentative della casa editrice, sia per la scelta dei titoli sia per la veste grafica: la copertina in tela in carta da zucchero è celata dalla sopraccoperta bianca con le caratteristiche bande rosse orizzontali.

 

[1] Giulio Einaudi ad Arrigo Benedetti, 16 maggio 1942 (AE, incart. Benedetti). In Gabriele Turi, Casa Einaudi…, p. 124.

[2] Carlo Muscetta a Giulio Einaudi, 27 ottobre 194 (AE, incart. Muscetta). In nuova-universale-einaudiLuisa Mangoni, Pensare i libri…, p. 109.

[3] Giulio Einaudi a Mario Alicata, 27 ottobre 1941 (AE, incart. Alicata). In Luisa Mangoni, Pensare i libri…, p. 110.

[4] Giulio Einaudi a Mario Alicata, 22 ottobre 1941 (AE, incart. Alicata). In Luisa Mangoni, Pensare i libri…, p. 107.

@copyright Sara Cappellini

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