Le neuroscienze confermano che il Bello e il Sublime sono due percezioni differenti

niche di samotracia
Niche di Samotracia, 200-180 a.C., Louvre, Parigi.

 

 

venere-di-milo
Venere di Milo, 150 a.C., Louvre, Parigi.

Secondo il senso comune una cosa bella è una cosa ben proporzionata. Questa identificazione risale all’Antichità, quando gli Antichi Greci identificavano la Bellezza con una Forma simmetrica, ordinata e perfetta. Il concetto di armonia pitagorico, che vede l’equilibrio in due entità opposte che si neutralizzano l’una con l’altra, dando così vita a una simmetria, dà origine a un’esigenza di simmetria che si esplica nell’arte, diventando uno dei canoni del bello nell’arte della Grecia Classica.

È un autore di epoca alessandrina, Longino, il primo a parlare del Sublime nel suo Trattato del Sublime: si tratta di «una partecipazione sentimentale sia del soggetto creatore sia del soggetto fruitore dell’opera d’arte» – come scrive Umberto Eco nella sua Storia della Bellezza, un bellissimo volume correlato di immagini e citazioni letterarie, in cui il grande filosofo ripercorre la storia della bellezza nell’arte dagli Antichi Greci ai nostri giorni – «Longino pone in primo piano nel processo della creazione artistica il momento dell’entusiasmo: il Sublime è per lui qualcosa che anima dall’interno il discorso poetico e trascina gli ascoltatori o i lettori all’estasi».

IMG_1223

IMG_1204

IMG_1199IMG_1200

 

Edmond Burke ha contribuito in maniera fondamentale a diffondere il tema del Sublime, nel suo trattato Ricerca filosofica sull’origine delle idee del Sublime e del Bello (1756). Burke contrappone il Bello al Sublime. La Bellezza è una qualità oggettiva, che viene destata attraverso i sensi. Il Sublime, invece, è la sensazione di aspirare a qualcosa di più grande. 

amore-e-psiche
Antonio Canova, “Amore e Psiche”, 1788-1793, Louvre, Parigi.

Secondo Burke il Sublime è scatenato dalla sensazione di terrore o potenza, quindi di fronte a edifici oscuri e tetri (come quelli diroccati), alla notte, al brutto tempo. Il terrore del Sublime è dilettevole perché non incalza troppo da vicino, perché si percepisce un distacco. «Il Bello è ciò che produce un piacere che non spinge necessariamente al possesso o al consumo della cosa che piace; del pari, l’orrore legato al Sublime è orrore di qualcosa che non può possederci e non può farci del male».

Kant nella sua Critica della facoltà di giudizio (1790) distingue il Sublime matematico dal Sublime dinamico. Il primo è, per esempio, la visione del cielo stellato, alla presenza del quale si è portati a immaginare di più di quello che si vede, a percepire l’infinito che i nostri sensi non riescono a cogliere. L’esempio tipico del Sublime dinamico è la tempesta, che suscita l’impressione di un’enorme potenza che esula dal nostro controllo.

350px-Sandro_Botticelli_-_La_nascita_di_Venere_-_Google_Art_Project_-_edited
Sandro Botticelli, “La nascita di Venere”, 1482-1485 circa, Galleria degli Uffizi, Firenze.

A inaugurare lo studio scientifico che tenta di dimostrare che c’è un rapporto meccanico tra uno stimolo fisico e la sensazione generata, è stato Gustave Fechner (1801-1887), che ha creato la disciplina della psicofisica. Questi studi hanno raggiunto oggi un decisivo traguardo grazie ai neuroscienziati Tomohiro Ishizu e Semir Zeki dell’University College of London, che hanno appena pubblicato il risultato delle loro ricerche in «Frontiers in Human Neuroscience».

I due scienziati hanno trovato un riscontro a livello neurobiologico della distinzione tra il Bello e il Sublime: le due esperienze sensitive coinvolgono zone diverse del cervello. La corteggia orbifrontale, così come l’amigdala e l’insula, che numerosi studi hanno ricondotto alla bellezza, non sono attivate nel senso del sublime.

il-bacio-klimt
Gustav Klimt, “Il Bacio”, 1907-1908, Österreichische Galerie Belvedere di Vienna.

Il sentimento del sublime è caratterizzato non soltanto da componenti emotive, ma anche da quelle conoscitive, che sono quindi a un livello più alto funzionalmente: attiva aree cerebrali come i gangli della base, l’ippocampo e il cervelletto, associate anche a piacere, odio, memoria e amore.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...