La Recensione: Lawrence, “L’amante di Lady Chatterley”

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“L’amante di Lady Chatterley”, edizione MiniMammut e Oscar Mondadori.

L’amante di Lady Chatterley era uno dei libri della mia lista “classici che non ho ancora letto”. Devo dire che, pur riconoscendo l’importanza del suo affermare l’erotismo femminile in quei tempi, la lettura non mi ha appassionato, ed è proceduta lenta e faticosa. David Herbert Lawrence ha scritto L’amante di Lady Chatterley mentre si trovava in Toscana, tant’è che il libro è stato pubblicato per la prima volta a Firenze nel 1928.

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“L’amante di Lady Chatterley”, edizione della Bur.

Il romanzo viene da subito messo al bando perché accusato di oscenità per le esplicite descrizioni degli atti sessuali tra una donna sposata appartenente alla nobiltà inglese e un uomo, fatto forse ancora più scandaloso dei riferimenti sessuali stessi, di umile classe lavoratrice, cioè il suo guardiacaccia. La conseguenza è stata un vero e proprio contrabbando del libro, che circolò clandestinamente, e a quanto pare non c’era università, scuola o club dove non lo conoscessero. Nel 1960 è avvenuto un processo durato quindici giorni che ha avuto come unica conseguenza una colossale pubblicità, grazie alla quale la Penguin Book ha venduto oltre un milione di copie, dopo aver vinto il processo e pubblicato il libro. La prima traduzione in italiano appare nel 1945 per i tipi di De Luigi di Roma ad opera di Manlio Lo Vecchio Musti, che nell’introduzione scrisse  di essere stato fedele interprete del testo originale. In realtà, per evitare problemi con la censura, ha reso i termini sessuali utilizzati da Lawrence con una traduzione talmente mitigante da modificarne il senso: per esempio to fuckfottere, tradotto costantemente con baciare; dock, cazzo cuntfiga, tradotti rispettivamente con coda e musa. A ispirare a Lawrence la storia è stata la relazione di sua moglie, Frieda von Richthofen, con Angelo Ravagli, un prestante bersagliere italiano, che i due coniugi frequentano durante il loro soggiorno in Italia.

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“L’amante di Lady Chatterley”, Oscar Mondadori, 1974.

A raccontare l’intera vicenda è Alberto Bevilacqua nel suo libro Attraverso il tuo corpo (2002). Lo scrittore si è documentato a fondo per riportare alla luce le dinamiche che hanno condotto Lawrence a scrivere L’amante di Lady Chatterley, soprattutto grazie ai racconti dello stesso Angelo Ravagli, con cui ha ripercorso l’intera storia, fino alla confessione di dettagli che l’anziano signore non aveva mai rivelato a nessuno. Il personaggio di Mellors è ispirato quindi da Ravagli, mentre Lady Chatterley è ovviamente Frieda. Il marito di questa, Sir Clifford, costretto su una sedia a rotelle da ferite di guerra, non può che essere l’autore stesso, che in quel periodo è malato di tubercolosi, che lo consuma giorno per giorno e che lo rende impotente. Non ho letto il libro di Bevilacqua, ma da quello che ho trovato in merito sembra che sia stato lo stesso Lawrence ad architettare un disegno perverso per spingere la moglie e Ravagli ad andare a letto insieme, facendosi poi raccontare gli amplessi per filo e per segno. Sarei curiosa di avere notizie più precise se qualcuno di voi l’ha letto.

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“L’amante di Lady Chatterley”, Medusa, 1960.

Titolo originale: Lady Chatterley’s lover

Editore: Newton Compton, I Mini Mammut

Pagine: 311

Prezzo: 3, 90 euro

Formato: 20 x 13,5. Copertina rossa rigida, con caricatura di Lawrence al centro.

Giudizio complessivo: ★

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