Pirandello: «Un minuto fa voi eravate un altro, centomila altri». Il Racconto.

pirandello uno nessuno e centomila

 

Vitangelo Moscarda si accorge all’improvviso, grazie a una domanda irrilevante che gli porge la moglie, che ogni persona che conosce si è costruito a modo suo un’immagine di Vitangelo, che non coincide con l’immagine del Vitangelo che lui crede di essere. Vitangelo quindi si mette alla ricerca del vero se stesso, incominciando con l’infrangere le maschere fittizie che gli hanno attribuito gli altri. Si accorge, però, che il corpo è indubbiamente uno, ma l’anima è molteplice. Il suo essere è infatti l’insieme del Vitangelo che vedono gli altri, e il Vitangelo che lui crede di essere, e anche questo muta ogni giorno a seconda delle esperienze vissute e delle circostanze.

 

V. Fissazioni

Ecco, dunque, volevo venire a questo, che non dovete dirlo più, non lo dovete dire che avete la vostra coscienza e che vi basta.

Quando avete agito così? Ieri, oggi, un minuto fa? E ora? Ah, ora voi stesso siete disposto ad ammettere che forse avreste agito altrimenti. E perché? Od Dio, voi impallidite. Riconoscete forse anche voi ora, che un minuto fa voi eravate un altro?

Ma si, ma si, mio caro, pensateci bene: un minuto fa, prima che vi capitasse questo caso, voi eravate u altro; non solo, ma voi eravate anche cento altri, centomila altri. E non c’è da farne, credete a me, nessuna maraviglia. Vedete piuttosto se vi sembra di poter essere così sicuro che di qui a domani sarete quel che assumete di essere oggi.

Caro mio, la verità è questa: che sono tutte fissazioni. Oggi vi fissate in un modo e domani in un altro.

Vi dirò poi come e perché.

 

Storia editoriale di Uno, nessuno e centomila

Uno, nessuno e centomila ha avuto una lunga gestazione: Pirandello ha incominciato a scriverlo nel 1909, e in una lettera del 1912 ne parla come del «più amaro di tutti, profondamente umoristico, di scomposizione della vita». Le pagine del romanzo incompiuto sono rimaste a lungo sulla scrivania di Pirandello, che ne prendeva dei brani e li inseriva in altre sue opere. Viene ultimato solo nel 1925, quando incomincia a uscire a puntate sulla rivista “La Fiera Letteraria”. In seguito viene pubblicato il primo volume, per l’editore Benporad.

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