“Piccole donne”, la storia editoriale e l’edizione Clothbound Hardcover della Penguin

Piccole Donne, Penguin Classics, foto di Uno, nessuno e centomila libri

Piccole Donne, Penguin Classics, foto di Uno, nessuno e centomila libri

Piccole Donne, Penguin Classics, foto di Uno, nessuno e centomila libri

 

Piccole Donne, Penguin Classics, foto di Uno, nessuno e centomila libri

 

little women-first edition
“Piccole Donne” nella copertina della prima edizione del 1868.

Piccole Donne è stato pubblicato da Roberts Brothers a Boston, in due volumi, il primo nell’Ottobre 1868 e il secondo nell’Aprile 1869. I due volumi non avevano, nell’intenzione della Alcott, alcuna distinzione di titolo, se non nell’indicazione “Parte I” e “Parte II”, ma già quando vennero pubblicati in Inghilterra il secondo era diventato “Good wives”, mentre oggi in Italia tutti lo conoscono come “Piccole Donne crescono”.

In un mese il primo volume vendette più di 2000 copie, classificandosi come grande successo, tant’è che il secondo volume arrivò a 13,000 copie in un mese.

Nel 1880 le due parti vennero riunite in un unico volume, con 200 illustrazioni del popolare artista Frak T.Merrill. In questa occasione la Alcott fece un certo numero di cambiamenti nel testo, correzioni grammaticali, modificando la dizione e qualche schietta descrizione, che feriva le aspettative delle lettrici, abituate a una prosa più educata e signorile.

L’edizione della Penguin non tiene però conto di queste correzioni, riportando il testo nella sua forma originale, e questo le aggiudica ancora più pregio e ammirazione da parte mia.

Louisa May Alcott iniziò a scrivere Piccole Donne non di getto, come ci si potrebbe aspettare, ma sotto l’istigazione di un editore di Roberts Brothers, che le commissionò un romanzo femminile. Niente affatto convinta, la Alcott, che fino ad allora aveva scritto raccapriccianti thriller sotto vari pseudonimi, inizialmente aveva pensato a un romanzo satirico sulla visione delle donne dell’epoca. Mentre scriveva, però, aveva abbandonato l’idea. Una volta conclusi i 23 capitoli che concludevano la prima parte della storia, si sorprese positivamente del suo lavoro, trovandolo «not a bit sensational, but simple and true, for we really lived most of it».

Subito dopo aver pubblicato il primo volume gli editori spinsero la Alcott a portare avanti la storia delle quattro sorelle March, che lei scrisse di getto a un ritmo di un capitolo al giorno. Per accontentare le sue lettrici, che le chiedevano con chi si sarebbero sposate le sorelle March, stabilì un futuro matrimoniale per ognuna, ma si rifiutò di far sposare Jo a Laurie, come tutte le lettrici speravano, perché sarebbe stato troppo prevedibile.

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5 thoughts on ““Piccole donne”, la storia editoriale e l’edizione Clothbound Hardcover della Penguin

  1. Piccole Donne è il primo libro che leggono insieme le due amiche. Ho letto i quattro volumi uno dietro l’altro, mi ha preso molto la storia, i personaggi, la fluidità del racconto. Come ha scritto una blogger alla fine hai un senso di appartenenza e tante impressioni e sensazioni che accompagnano la lettura.Ti segnalo la recensione nel caso volessi dare un’occhiata
    https://blockmianotes.wordpress.com/2014/11/20/lamica-geniale-quattro-volumi-elena-ferrante-nonrecensione/
    Buona serata 🙂

    Mi piace

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