Mortdecai tra libro e film. Kyril Bonfiglioli dopo 40 anni sul grande schermo.

mortdecai Charlie Mortdecai è un Lord inglese che per vivere fa il mercante d’arte, per lo più in maniera disonesta. Amante di svariati tipi di liquori, senza il suo domestico Jock non potrebbe sopravvivere alla vita pericolosa che i suoi loschi traffici gli procurano, perché oltre a preparargli deliziosi manicaretti Jock è la sua abilissima guardia del corpo.

Se questa è la “trama base” di Kyril Bonfiglioli, incomincio subito con il dire che il libro e il film divergono molto.

Il film semplifica la trama ingarbugliata del libro, e questo per me è stato un bene, perché confesso di non essere riuscita a seguire per intero lo spiegamento di forze internazionali che voleva accaparrarsi Il duca di Wellington di Goya e per chi lavorasse Mortdecai in realtà (forse un po’ per tutti o per nessuno).

Martland nel libro non è nemmeno lontanamente affascinante quanto Ewan McGregor (eheh :P), e di certo non è innamorato della moglie di Mortdecai, Johanna, in quanto Mortdecai non ha moglie. Nel libro il personaggio di Johanna è la moglie ninfomane di Krampf! (Non dico altro per non spoilerare).

Comunque l’adattamento della trama non è risultato fastidioso, anzi ha aggiunto comicità al film.

A proposito di questo, si tratta senz’altro di un film simpatico e che vi farà fare qualche risata. L’umorismo è lo stesso del libro, molto spesso si trovano le stesse parole e gli stessi dialoghi di Kyril Bonfiglioli… Ma Bonfiglioli scriveva negli anni ’70! Quindi quello che ne risulta è un personaggio, Charlie Mortdecai, in tutto e per tutto un nobile snob inglese degli anni ’70, che si esprime come un nobile inglese degli anni ’70… Il che andrebbe benissimo, se il film non fosse ambientato ai giorni nostri! Quel che ne risulta, insomma, è un personaggio irrealistico e anche un po’ assurdo. Mortdecai_1Sht_JD_26x39-w

Nonostante ciò vale la pena di vederlo, anche se ho trovato un po’ stonanti le parti in cui, per ripetere le stesse parole di Bonfiglioli (che di certo sono esilaranti), Johnny Depp racconta in prima persona cosa sta succedendo con una voce fuori campo, come se stesse raccontando la storia anni dopo. Il che, a mio avviso, o lo fai dall’inizio alla fine del film, oppure non lo fai e basta.

La critica americana e inglese non ha accolto con molto favore questo nuovo film con Johnny Depp – per ora quella italiana sembra giudicarlo un po’ meglio anche se tutti sono concordi nel dire che non è la migliore action comedy di sempre -, che ultimamente molti ritengono abbia perso il suo charme, essendo protagonista di un flop dopo l’altro (primo fra tutti The Tourist, ma anche Dark Shadows Lone Ranger che a dire la verità a me sono piaciuti).

Onestamente ho trovato Johnny Depp bravo come al solito, anche se i panni di Charlie Mortdecai non gli hanno donato molto, che con quel capello sbiondato e quegli abiti imbalsamati, era molto meno affascinante del solito.

Di Mortdecai è stato detto:  «It is an often strange mixture of humor, blending inoffensive comical irreverence that recalls the Steven Martin Pink Panther movies from the 2000s (which are caper throwback similar to Mortdecai) with decidedly more adult gags and raunchy material that tends to be more crass than clever» = è spesso una strana mistura di umorismo, che mescola una comica irriverenza che richiama la Pantera Rosa di Steven Martin con battute per un pubblico decisamente più adulto e materiale sconcio che tende ad essere più rozzo che arguto.

Per quanto riguarda il libro, l’ho trovato di un umorismo brillante e di una genialità curiosa, ma credo sia più adatto a un lettore uomo, che dovrebbe apprezzare (più di me sicuramente) gli intrighi in cui Mortdecai è coinvolto, la sua predilezione per gli alcolici e le belle donne. Se qualche uomo lo leggerà mi farà sapere che ne pensa 😉 mortdecai, kyril bonfiglioli, recensione “In quella robaccia che legge, Martland ha trovato scritto da qualche parte che gli uomini massicci camminano con sorprendente grazia e leggerezza: di conseguenza, saltella come un elfo corpulento che spera di essere rimorchiato da un roll. Caracollò dentro, nell’assurdo tentativo di sembrare agile e felino nonostante le natiche minacciosamente ondeggianti.

«Non ti alzare» disse sarcastico, quando si accorse che non avevo minimamente intenzione di farlo. «Mi servo da solo».

Ignorando le invitanti bottiglie sul carrello, andò a stanare a colpo sicuro la grande caraffa Rodney nel ripiano basso e si versò una generosa dose di quello che riteneva il mio Taylor del ’31. Punto per me, perché invece l’avevo riempita con un Porto Malato incredibilmente perfido. Non se ne accorse: due punti per me. D’altra parte, è soltanto un poliziotto.”

Titolo originale: Don’t point That Thing At Me.

Editore: Piemme.

Pagine: 260.

Prezzo: 16,50 euro.

Formato: 14×21 cm. Copertina rigida rossa con motivi barocchi con sovraccopertina patinata lucida e l’immagine di Johnny Depp nei panni di Mortdecai in copertina.

Giudizio complessivo:  ★ ★★

Annunci

One thought on “Mortdecai tra libro e film. Kyril Bonfiglioli dopo 40 anni sul grande schermo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...