La paura di vivere di Arren: I racconti di Terramare di Goro Miyazaki

Qualche settimana fa mi è stato consigliato di guardare Il castello errante di Howl di Hayao Miyazaki. Ebbene, me ne sono perdutamente innamorata. Così ho deciso di guardare gli altri suoi film, ad uno ad uno, e ieri sera sono incappata ne I racconti di Terramare del figlio Goro, liberamente basato sul Ciclo di Earthsea della scrittrice statunitense Ursula K. Le Guin.

Sono rimasta molto colpita soprattutto da un aspetto del film. A parte che – apro una parentesi – mi incuriosisce molto che Aracne sia un uomo con le sembianze e la voce femminile, e non ne capisco il significato… Voi avete ipotesi?

terramare3 Comunque, dicevo: potremmo star qui a parlare di questo film a lungo, ma voglio condividere con voi l’aspetto che mi ha colpito di più, e di cui vedo che le recensioni non parlano… Arren è un giovane che soffre di crisi di depressione. È talmente divorato dall’ansia che la parte più oscura di lui è cresciuta sempre più fino a scacciare la sua vera essenza, che si è sdoppiata e si aggira come un’ombra in cerca del suo corpo. Arren a volte viene posseduto da un altro io, che ha una furia omicida che si scatena su tutto ciò che ha intorno, tanto che uccide il suo stesso padre. Per questo fugge, per tentare di sfuggire all’altro io, e non può legarsi a nessuno per paura di fargli male.

Ma di che cos’è che ha paura Arren? Perché mai ha tutta quest’ansia che lo divora dentro?

Ecco che è Therru, una ragazzina maltrattata dai genitori e accolta da una giovane donna, Tenar, a capirlo: Arren ha paura di vivere, perciò per lui morire o vivere per sempre diventano la stessa cosa. Ciò di cui ha paura è di dover vivere una sola vita senza sprecarla.

Questa che vi riscrivo qua è la scena più toccante, in cui nella voce flebile di Arren si coglie la mancanza di voglia di vivere, mentre quella forte e convinta di Therru al contrario rappresenta la vita stessa:

Therru: “La cosa più preziosa è senza alcun dubbio la vita” 

Arren: “Ma se ognuno finirà un giorno col morire, la vita si potrà mai considerare preziosa anche sapendo che giungerà comunque la fine? Nonostante questo non si può fare a meno di vivere?”

Therru: “Ti sbagli! È proprio sapendo che dobbiamo morire che la vita è così preziosa! Arren, quello che ti fa paura non è l’idea della morte, quello che ti fa paura è l’idea di vivere! Dire di poter anche morire subito o di non voler morire per l’eternità, sono la stessa identica cosa! Tu hai solo paura di vivere l’unica vita che ti è data! È soltanto per se stessi che si vive? Io sono vissuta grazie a Tenar, per questo io devo vivere, e vivendo qualcun altro a seguire erediterà la vita! Così facendo la vita a seguire continuerà per sempre!”

terramare2Mi sembra un concetto di grande profondità. Non vi capita mai di aver paura, non di morire, ma di vivere? Di non essere capaci di dare il massimo? E, chi ha paura di vivere è spesso in preda ad ansie per qualsiasi cosa.

E così Arren, il principe che sembra aver tutto dalla vita, ha paura di vivere, mentre Therru, la ragazzina che ha conosciuto tanta sofferenza ama la vita e vuole disperatamente vivere, perché Tenar l’ha salvata e accolta, e ora lei ha il dovere di vivere per lei. Ognuno di noi deve vivere non solo per se stesso, ma per donare la vita agli altri.

Non si tratta, quindi, del solito concetto egoistico del carpe diem, del vivere la vita per non sprecarla, per godersi tutto ciò che il mondo ha da offrire. Si tratta di amare la vita perché qualcuno ce l’ha donata, e per donarla a nostra volta agli altri.

Che ne pensate? Voi quali altri aspetti avevate notato di questo film?

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5 thoughts on “La paura di vivere di Arren: I racconti di Terramare di Goro Miyazaki

  1. Una precisazione: Goro Miyazaki è il figlio del ben più famoso Hayao Miyazaki, regista di capolavori come “Il Castello Errante di Howl” e “La città incantata”.
    Goro ha deciso di seguire le orme del padre con “I racconti di Terramare”, che è la sua opera di debutto. Ti consiglio anche il suo secondo film, “La collina dei papaveri”.
    Comunque bell’articolo e complimenti per il blog.

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      1. Non c’è di che!
        Se ti va dai un’occhiata al nostro blog. Parliamo di fumetti, che, come diceva Hugo Pratt, sono “letteratura disegnata”, ma ci rivolgiamo ai neofiti del tema. Non vogliamo essere i soliti nerd, insomma 🙂

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