10 Grandi Libri di cui non puoi fare a meno di innamorarti

I Grandi Libri sono quelli che non si può fare a meno di trovare fantastici, anche se non fanno parte di quelli che non puoi fare a meno di leggere finché non li hai finiti, oppure quelli che ti ossessionano così tanto che vorresti solamente parlare della trama o dei personaggi con qualcuno. Magari, questi Grandi Libri invece, li leggi con calma, senza divorarli, ma è certo che in qualche modo ti sconvolgeranno.  Anche se non dovessi amarli nel vero senso del termine, ti risulta chiaro che valgono la pena di essere letti. Qui vi ho fatto la lista di alcuni (ma solo alcuni) libri che ti lasciano una traccia indelebile, e che sono quindi per me Grandi Libri. Sentitevi liberi di scrivermi se li avete letti, se vi sono piaciuti e perché, o se ci sono altri titoli che collochereste nella categoria dei Grandi Libri.

1) Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

uno-nessuno-e-centomila-pirandelloNon poteva mancare il capolavoro di Pirandello che dà il nome a questo blog. A dire il vero mi è piaciuto in ugual modo Il fu Mattia Pascal, ed entrambi sono da collocare nell’elenco dei libri assolutamente da leggere. Pirandello mette in scena l’antieroe, un protagonista inetto, che vuole fuggire dalla propria vita. Sia a Mattia Pascal che a Vitangelo Moscarda, la realtà appare all’improvviso per quella che è: non è mai una sola, ma ce ne sono centomila, a seconda di chi la guarda. Quindi, difatto, non ce n’è nessuna.

2) Susanna Clark, Jonathan Strange & Il Signor Norrell

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Vincitore del Premio Hugo per il miglior romanzo nel 2005, è uno dei libri più originali e complessamente strutturati degli ultimi tempi (infatti ha richiesto un lavoro lungo quasi un decennio per la scrittrice). Jonathan Strange & il Signor Norrell ci porta in un mondo dove la magia e gli esseri fatati esistono, e hanno avuto un ruolo attivo per tutto il Medioevo grazie all’opera di vari maghi importanti (tra cui Merlino). Il più grande tra tutti è stato il leggendario Re Corvo, che governava su tre regni: la Gran Bretagna del Nord, i Regni Fatati e un regno dell’Inferno. La sua magia e le opere architettoniche che ha fatto costruire hanno influito sul volto della Gran Bretagna. Un giorno, dopo tre secoli, misteriosamente il Re Corvo scompare nel nulla e lentamente la magia abbandona l’Inghilterra, finché non viene studiata in libri di magia teorica da vecchi signori noiosi e sedentari che si definiscono maghi ma non sanno praticare nemmeno il più piccolo incantesimo. A cambiare le cose saranno il Signor Norrel, il primo vero mago pratico dopo secoli, e il suo allievo, Jonathan Strange.  Ne trovate la completa recensione qui.

3) Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata Molto forte, incredibilmente vicino

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Mi sono avvicinata a questo autore con Ogni cosa è illuminata: il racconto umoristico e commovente insieme, del viaggio  di un giovane studente in Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora per l’agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica fa l’autista, e in compagnia di una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dal nonno. Ho trovato questo libro uno dei più belli che abbia mai letto, così ho comperato subito anche Molto forte, incredibilmente vicino, che mi è piaciuto molto più del primo. Leggendolo si guarda il mondo con gli occhi del protagonista, Oskar, nove anni, in giro per New York a cercare cosa si possa aprire con la chiave che ha trovato e che il papà ha lasciato come eredità emotiva dopo essere morto nell’attentato delle Torri Gemelle.

 4) Alessandro Baricco, Questa storia

alessadro baricco, questa storiaCome ho già detto Alessandro Baricco è uno dei miei scrittori preferiti. Ha quel tocco soave nel raccontare le storie, che sono così originali e fantasiose che non si può fare a meno di domandarsi come facciano a venirgli in mente. Questa storia è un racconto una d’amore, di brutture e di eroismi, raccontato da più voci che direttamente o indirettamente entrano in contatto con Ultimo Parri, un uomo straordinario dall’aspetto così ordinario.

5) Elsa Morante, La storia

elsa morante, la storia

l'isola di arturo

Tra le opere della grande scrittrice Elsa Morante, La Storia è di gran lunga la più bella, sebbene anche L’isola di Arturo è uno dei miei libri preferiti. Leggendo La storia ho provato una profonda pietà per Ida e Useppe, e mi sono sfogata in pianti corposi. Questo per dirvi che non è una lettura allegra, tutto il contrario, ma a volte per stare meglio bisogna entrare in contatto con le brutture della vita. È un romanzo storico sulla seconda guerra mondiale, un romanzo Meraviglioso (con la “m” maiuscola), di un realismo toccante ma poetico al tempo stesso. L’intento di Elsa Morante era quello di incarnare la finalità più alta della letteratura: quella di essere depositaria della coscienza collettiva su uno dei drammi peggiori dell’umanità.

6) Lorenzo Marone, La tentazione di essere felici lorenzo marone, la tentazione di essere felici

Questo libro è stato appena pubblicato, è vero, eppure lo colloco con convinzione all’interno dei Grandi Libri. Il soggetto è originale: Cesare Annunziata è un signore di settantasette anni ben lontano dal poter essere definito un tenero vecchino rimbambito, che si trova ad aiutare una giovane donna che subisce gli abusi del marito, e incomincia a rimpiangere  di essere stato burbero ed egoista per tutta la vita. Lo stile è semplice e ricco al tempo stesso. Argutissime e insieme poetiche sono le riflessioni di Cesare sulla vita e sul suo passato, a cui ogni tanto si lascia andare anche se ripete più volte di non far parte di quei vecchi malinconici che non fanno altro che rimpiangere gli errori passati. Fidatevi, vi piacerà.

Leggi qui la recensione.

7) Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere

milan kundera, l'insostenibile leggerezza dell' essere Commovente, poetico, sensazionale, metafisico… L’insostenibile leggerezza dell’essere è una storia di amore e tradimento, una riflessione sulla leggerezza e la pesantezza: nel momento in cui ci piace qualcosa e lo scegliamo per la nostra vita lo percepiamo come leggero, ma poi non tarda a rivelare un peso insostenibile. «Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d’amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell’uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l’immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa si che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato».

8) Muriel Barbery, L’eleganza del ricciol'eleganza del riccio

L’eleganza del riccio è stato il caso letterario francese del 2007. In un elegante palazzo di Parigi, abitato da famiglie altoborghesi, vive e lavora Renée, la portinaia, che dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità, nascondendo la sua intelligenza sotto le vesti della tipica portinaia: grassa, sciatta, non molto sveglia. In realtà Renée adora l’arte, la filosofia, la musica e la cultura giapponese. Con la copertura del sottofondo dei programmi televisivi da casalinga senza cultura, divora in realtà un libro dopo l’altro. L’arrivo di monsieur Ozo, un ricco giapponese, la porterà a smascherarsi e a rivelare il suo antico segreto, e a fare amicizia con Paloma, la ragazzina dodicenne, che dotata di un’intelligenza fuori dal comune, ha deciso di suicidarsi il giorno del suo prossimo compleanno.

9) Nikolaj Vasil’evic Gogol, Il cappotto

il cappotto di gogol Chi è un letterato, come me, non può non sapere che «siamo tutti figli del cappotto di Gogol». Questo libro, tra i migliori della letteratura russa, è infatti il precursore della nostro antieore italiano, che si afferma dai primi del Novecento fin dopo la seconda guerra mondiale. I protagonisti dei romanzi diventano infatti degli inetti: ricordiamo, per citare i più famosi, Zeno Cosini di La coscienza di Zeno e Mattia Pascal di Il fu Mattia Pascal. Protagonista di Il cappotto è il mediocre funzionario Akakij Akakievič Bašmačkin, intrappolato in un’odiosa quotidianità di tormenti e privazioni. Preso in giro da tutti in ufficio per il suo cappotto tremendamente liso, incomincia a risparmiare, togliendosi anche il cibo di bocca, per poter comperare un cappotto nuovo. Quando finalmente riesce ad acquistarlo, quel nuovo cappotto diventa la personificazione di ogni forma di riscatto, assumendo un’importanza di dimensioni spropositate per il povero Akakij Akakievič. La fortuna, però, non è dalla sua parte: tornando a casa dal lavoro viene aggredito da un ladro che gli porta via il cappotto.

10) Italo Calvino, Se una notte di inverno un viaggiatore

calvino, se una notte d'inverno un viaggiatore   Non poteva mancare neppure Calvino, un altro tra i miei scrittori preferiti. Se una notte d’inverno un viaggiatore è un geniale romanzo nel romanzo, in cui il protagonista, chiamato semplicemente Lettore, è costretto da una serie di sfortunate interruzioni a leggere ripetutamente l’incipit di un romanzo che ogni volta appare diversa dalla precendente, con l’aiuto della bella Ludmilla.

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