Il Racconto: La Famiglia in villeggiatura. Tratto da La Sposa giovane di Alessandro Baricco

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Alessandro Baricco ci ha regalato un nuovo romanzo, “La Sposa giovane”, di cui trovate la recensione qui.

È stato difficile scegliere, tra tante bellissime pagine, un pezzo che potesse darvi un accenno della storia e farvi comprendere l’anima di questo libro, e alla fine mi sono decisa per la parte in cui si parla dei preparativi della Famiglia per andare in villeggiatura. Così, potete capire che questo romanzo parla di una Famiglia: con un Padre, una Madre, un Figlio, una Figlia, uno Zio, un maggiordomo di nome Modesto e la promessa sposa del Figlio, la Sposa Giovane.

Da questo breve estratto potete afferrare i tratti salienti del libro: astratto e vicino alla favola, e come sempre, con una scrittura esatta ed evocativa. Ovviamente non ci sono spoiler. 😉

“[…] la villeggiatura , per tutti loro, […] era generalmente interpretata alla stregua di un obbligo, e quindi da tutti sopportata con elegante rassegnazione.

Per ridurne al minimo il fastidio, si ricorreva a fragili espedienti, il più curioso dei quali era evitare di fare le valigie: si sarebbe poi comprato tutto sul posto. L’unico che possedeva dei bauli, e si ostinava a usarli, era lo Zio, a cui piaceva portarsi dietro, senza inutili mezze misure, tutto quello che aveva. Li preparava lui stesso: dato che lo faceva dormendo, la cosa poteva prendere anche delle settimane. Tutti gli altri, al contrario, si applicavano la mattina della partenza, accantonando oggetti dalla dubbia utilità in piccole borse che poi spesso dimenticavano. C’erano delle costanti: la Madre, ad esempio, non partiva mai senza portarsi dietro il suo cuscino, delle cartoline che in viaggi precedenti non aveva avuto tempo di scrivere, dei sacchetti di lavanda e lo spartito di una canzone francese di cui aveva perso l’ultima pagina. Il Padre ci teneva a portarsi dietro un manuale di scacchi, la Figlia un album e i colori ad olio (per ragioni misteriose lasciava a casa le tonalità dell’azzurro e del blu). Il Figlio, […] smontava l’orologio delle scale e se ne portava dietro i pezzi, ripromettendosi di rimontarli in vacanza. La somma finale di una simile selezione di oggetti dava un numero misurato di bagagli e un certo importo totale di rimpianti: si rendeva necessario spesso lasciare a casa frammenti preziosi della comune follia.

Alla casa badava Modesto. Anche lì si rimaneva fedeli a un protocollo la cui razionalità, ammesso che esistesse, affondava le sue radici in un passato privo ormai di spiegazioni. Si coprivano tutti i mobili con lenzuoli di lino, si riempivano le dispense di ogni alimento non deperibile, si socchiudevano tutte le imposte tranne quelle rivolte a sud, si arrotolavano i tappeti, si staccavano i quadri dalle pareti appoggiandoli a terra (c’era un perché, ma si era perso), si lasciavano scaricare gli orologi, si mettevano fiori gialli in ogni vado, si preparava la tavola come per una colazione di venticinque persone, si toglievano le ruote a tutto ciò che aveva ruote e si buttavano tutti gli indumenti che, nel corso dell’ultimo anno, non si erano indossati almeno una volta.Particolare cura era riservata al prezioso rito di lasciare, disseminati per casa, gesti interrotti: sembrava essere scura garanzia del fatto che si sarebbe tornati a completarli […]: un pennello da barba insaponato, partite a carte abbandonate sul più bello, catini pieni d’acqua, frutti mezzi sbucciati, una tazza di tè ancora da bere. Sul leggio del pianoforte si apriva di solito uno spartito alla penultima pagina, e una lettera non finita rimaneva sempre sulla scrivania della Madre. In cucina si appendeva al muro una lista della spesa apparentemente molto urgente, nei cassetti si lasciavano pregevoli lavori all’uncinetto inconclusi e sul tavolo da biliardo si abbandonava un colpo sublime inspiegabilmente rimandato. Nell’aria, se si fosse potuto vederli, aleggiavano pensieri lasciati a metà, ricordi incompleti, illusioni da perfezionare e poesie senza finale: si pensava che la sorte potesse vederli. Si completava il tutto lasciando, nel momento dell’addio, una buona parte dei bagagli dimenticata, nei corridoi – gesto doloroso ma ritenuto decisivo. Alla luce di tanta dedizione, l’eventualità che i rischi del viaggio portassero qualcuno di loro a non tornare a casa era considerata semplicemente offensiva”.

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