La Recensione – Niccolò Ammaniti, Che la festa cominci.

Niccolò Ammaniti, che la festa cominci, recensione

Pensavo di aver già letto tutti i romanzi di Niccolò Ammaniti, dato che lo ritengo uno degli scrittori italiani più geniali: Io non ho paura, Io e te, Fango, Come Dio comanda, Ti prendo e ti porto via… Così, quando ho scoperto che mi era sfuggito Che la festa cominci, sono corsa subito ai ripari!
Il libro è composto da due storie magistralmente condotte e riunite nel gran finale, la festa del self made man Sasà Chiatti, che ha comprato e ristrutturato con sfarzo da reggia imperiale di Versailles Villa Ada, a Roma.
Da una parte Saverio Moneta, un fallito inappagato dalla vita, succube di una moglie virago e del padre di lei, a cui fa da impiegato. Saverio sfoga le sue frustrazioni trasformandosi nel suo tempo libero in Mantos, il capo della sgangherata setta satanica le Belve di Abaddon, che conta solo quattro adepti compreso lui, che ha all’attivo una sola azione omicida, finita con la ricomparsa della vittima sacrificale, viva e vegeta, davanti ai loro occhi mentre prendono un cappuccino al bar.

Continua a leggere qui.

Einaudi, 328 pp., 18 euro, brossura. ♥♥♥

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