Recensione #46 – Fausto Brizzi, Se mi vuoi bene.

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Ma che cos’è la depressione? Quel male nero di cui tanti soffrono, ed è sottovalutato da tutti quelli che non l’hanno mai provato sulla loro pelle, che ti guardano con occhi accusatori come se fossi un debole che si fa buttar giù dalla tristezza, come se non riuscissi, o non volessi combatterla? Come se la cosa che volessi di più al mondo non fosse quella di sconfiggere il macigno che ti cala sulle spalle?

La depressione è un tema che mi sta molto a cuore. E nessuno saprebbe spiegare che cos’è meglio di Frizzi. Perciò vi lascio alle sue parole. Aprano bene gli occhi quelli che non ne hanno mai sofferto, così che possano riconoscerla nei loro famigliari e nei loro amici, senza sottovalutarla come di solito accade.

“Sei triste quando metabolizzi un evento negativo, un lutto o un incidente, mentre la depressione è molto più subdola e pericolosa perché, nella maggior parte dei casi, è del tutto immotivata“. 

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La depressione è una malattia vera, che può colpire tutti, anche le personalità più di spicco, le intelligenze più vivaci e brillanti, anzi colpisce queste ultime in percentuale perfino maggiore. È importante sottolinearlo perché chi soffre di depressione spesso si sente in colpa, crede che la sua incapacità di reagire sia dovuta a pigrizia o inettitudine, e talvolta pretende di farcela da solo non accettando l’idea di essere ammalato. Prendere coscienza del fatto che si tratta di una malattia come tante altre è il primo passo per accettare di farsi aiutare: chi ha l’appendicite non pensa certo di poter guarire da solo”.

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I miei parenti più stretti e gli amici più cari continuavano a sottovalutare le mie condizioni di salute. Per tutti si trattava soltanto di un periodo passeggero di stress. È inutile, anzi è impossibile spiegare la depressione a chi non l’ha avuta, è come provare a descrivere a parole un colore. Com’è fatto il rosso? E il verde? E il blu oltremare?

Ecco, la depressione non è un’entità fisica. È un colore.

O meglio, è l’unione di due colori: il bianco e il nero. Il primo, come ci insegnano a scuola, contiene tutti gli altri colori dello spettro elettromagnetico, l’altro nessuno. Mescolati danno origine al più brutto colore del mondo, non a caso è quello dei capelli quando invecchiano, dei topi, del cielo quando piove, della cenere e della mediocrità.

Il grigio”.

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