Hugh Thomson Peacock edition of Pride and Prejudice

Una delle più belle e costose edizioni di Pride & Prejudice! Averla sarebbe un sogno !!

Fine and Finer Editions

I don’t know what to say about this, George Allen’s iconic 1894 printing of Pride and Prejudice, The Peacock Edition; one of the most popular editions of any book ever produced… They made a bag out of it? [or they did, apparently it sold out]

pride and prejudice peacock edition

The Peacock Edition of Pride And Prejudice, available at AbeBooks from £450…

The iconic covers – featuring a Peacock atop a sundial – were designed by Hugh Thomson, one of the most popular Victorian illustrators, who worked on editions of all Austen’s novels. Just as Pride and Prejudice was Austen’s greatest work, this is Thomson’s. From the fetching green cloth to the lavish gilt feathers to the typography it’s perfect and unsurpassed. In addition, Thomson also provides over a hundred black and white sketches including decorated initials.

Peacock edition pride and prejudice illustrations

Such was the popularity of the 1894 Pride and Prejudice Peacock Edition that it was reprinted the…

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Dieci leggende false che circolano sul mondo della grande editoria

“Ci sono gli editori industriali, o Grandi Editori, che fanno quel che fanno: campano di classici e di puttanate (pensateci un mmento: il Più Grande Editore, cioè Mondadori, campa di Classici – gli Oscar – e di Puttanate). Ci sono gli editori di ricerca, che fanno il lavoro di portare alla luce qualcosa che gli editori industriali (troppo impegnati a mungere le due vacche dei classici e delle puttanate) non possono vedere, ma che una volta che sia loro mostrato, possa apparire ai loro occhi come Potenziale Classico o Potenziale Puttanata: quindi qualcosa da investirci su. Questo sistema binario, cioè questo tran-tran, ha funzionato qualche anno fa. Adesso non funziona più. Perché? Perché il mercato, a forza di rimpinzarlo di Classici e Puttanate, Potenziali Classici e Potenziali Puttanate, è diventato un luogo nel quale se non vendi quattromila copie di tutto sei morto”

vibrisse, bollettino

Coccodrillo newyorchese, fotografato nel suo ambiente naturale Coccodrillo newyorchese, fotografato nel suo ambiente naturale

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La ricetta esclusiva dei veri Muffins di Via col vento

Quella che vi presento oggi è la vera ricetta dei muffin dell’America del Sud, gli stessi che vediamo nel film di Via col vento. Tutti voi vi ricorderete la scena in cui Rossella si prepara per andare alla festa, e mentre si allaccia il corsetto Mammy le porge un vassoio di squisiti dolcetti del Sud, i muffin, e le dice: «Miss Rossella, avere detto e ridetto che vera dama in pubblico dovere mangiare poco come uccellino, non stare bene che nella casa di Mister Wilkes tu ingozzarti e riempirti come tacchino!».

Difficoltà: cappello-da-cuococappello-da-cuoco

Tempo di preparazione: 20 minuti

Tempo di cottura: 20-25 minuti.

rossella e mamyIngredienti:

2 tazze (una tazza americana è 250 ml) di farina bianca;

1/2 tazza di zucchero;

2 cucchiai di zucchero;

2 cucchiaini di lievito per dolci in polvere;

2 uova;

4 cucchiai di burro fuso;

1/2 tazza di latte;

1/2 cucchiaino di sale,

zucchero a velo.

Accendete il forno a 170  °C. Sbattete i tuorli con lo zucchero e un bel pizzico di sale finché il composto non risulterà soffice e spumoso. Aggiungete la farina setacciata, il lievito, il burro fuso lasciato raffreddare, e poco alla volta il latte, fino a ottenere un impasto senza grumi. Montate gli albumi a neve ferma e poi aggiungeteli al composto delicatamente.

Ungete la stampo da forno (se è antiaderente), oppure usate i pirottini di carta, e riempite le formine per 2/3. Informate per 20-25 minuti, finché i muffin non avranno assunto un colore dorato in superficie. Potete verificare la cottura con la prova dello stuzzicadenti: se infilato al centro del muffin ne uscirà pulito e asciutto, la cottura è ultimata. Lasciate raffreddare i muffin e poi serviteli guarniti di zucchero a velo.

E voilà!

muffin di via col vento, ricetta

La ricetta viene dal libro “Muffins e dolcetti americani” di Giunti.

Libri da leggere: le novità interessanti tra gli scrittori italiani.

Andrea Vitali, Biglietto, signorina (Garzanti).

vitali, bigliettoLa storia di Biglietto, signorina è già apparsa nella raccolta L’aria del lago (2001), ma qui è interamente reinventata, riscritta e ampliata. Siamo in un Italia che cerca di risollevarsi dalle macerie della guerra. Alla stazione ferroviaria di Varenna, a pochi chilometri da Bellano, c’è trambusto. Il capotreno Ermete Licuti è sceso dal convoglio scortando una passeggera pizzicata senza biglietto. E senza un quattrino per pagare la multa. Fa intendere che arriva da Milano, che vuole andare a Bellano, ma non parla bene l’italiano, e capire cosa vuole è un bel busillis. Ligio alle norme, il capotreno non sente ragioni e consegna la ragazza al capostazione, Amilcare Mezzanotti, che protesta vivace. Il regolamento però è chiaro, la faccenda tocca a lui sbrogliarla. E così adesso il povero capostazione si trova lì, nel suo ufficetto, con davanti Marta Bisovich. Bella, scura di carnagione, capelli corvini, dentatura perfetta, origini forse triestine, esotica e selvatica da togliere il fiato. Siamo nel giugno del 1949, e sul lago di Como, in quel di Bellano, tira un’aria effervescente di novità. Ci sono in ballo le elezioni del nuovo sindaco, e le varie fazioni si stanno organizzando per la sfida nelle urne. Su tutte, la Dc, fresca dei clamorosi successi alle politiche del ’48, attraversata ora da lotte intestine orchestrate dall’attuale vicesindaco Amedeo Torelli, che aspira alla massima carica ed è disposto a giocare tutte le sue carte, lecite e anche no. La bella e conturbante Marta, invece, ha altre aspirazioni. Le basterebbe intanto trovare un posto dove poter ricominciare a vivere, e questo è il motivo per cui ha deciso di puntare le sue ultime chance sulla ruota di Bellano, dove certe conoscenze non sono nelle condizioni di negarle l’aiuto di cui ha bisogno.

Alessia Gazzola, Le ossa della principessa (Longanesi).

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Benvenuti nel grande Santuario delle Umiliazioni. Ossia l’istituto di medicina legale dove Alice Allevi fa di tutto per rovinare la propria carriera di specializzanda. Se è vero che gli amori non corrisposti sono i più strazianti, quello di Alice per la medicina legale li batte tutti. Sembrava quasi che la sua tormentata esistenza in Istituto le avesse concesso una tregua, quanto bastava per provare a mettere ordine nella sua sempre più disastrata vita amorosa, ma ovviamente non era così. Ambra Negri della Valle, la bellissima, brillante, insopportabile e perfetta Ape Regina, è scomparsa. Difficile immaginare una collega più carogna di lei, sempre pronta a mettere Alice in cattiva luce con i superiori, come se non ci pensasse lei stessa a infilarsi nei guai, con tutti i pasticci che riesce a combinare. Per non parlare della storia di Ambra con Claudio Conforti, medico legale affermato e tanto splendido quanto perfido, il sogno proibito di ogni specializzanda… E forse anche di Alice. Ma per quanto detesti Ambra, Alice non arriverebbe mai ad augurarle la morte. Così, quando dalla procura chiamano lei e Claudio chiedendo di andare a identificare un cadavere appena ritrovato in un campo, Alice teme il peggio. Non appena giunta sulla scena del ritrovamento, però, mille domande le si affollano in mente: a chi appartengono quelle povere ossa? E cosa ci fa una coroncina da principessa accanto al corpo? Di questo libro Luciana Littizzetto ha detto: «Scritto bene, intelligente e fa morire dal ridere”.

Lorenzo Marone, La tentazione di essere felici (Longanesi).

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Cesare Annunziata potrebbe essere definito senza troppi giri di parole un vecchio e cinico rompiscatole. Settantasette anni, vedovo da cinque e con due figli, Cesare è un uomo che ha deciso di fregarsene degli altri e dei molti sogni cui ha chiuso la porta in faccia. Con la vita intrattiene pochi bilanci, perlopiù improntati a una feroce ironia, forse per il timore che non tornino. Una vita che potrebbe scorrere così per la sua china, fino al suo prevedibile e universale esito, tra un bicchiere di vino con Marino, il vecchietto nevrotico del secondo piano, le poche chiacchiere scambiate malvolentieri con Eleonora, la gattara del condominio, e i guizzi di passione carnale con Rossana, la matura infermiera che arrotonda le entrate con attenzioni a pagamento per i vedovi del quartiere. Ma un giorno, nel condominio, arriva la giovane ed enigmatica Emma, sposata a un losco individuo che così poco le somiglia. Cesare capisce subito che in quella coppia c’è qualcosa che non va, e non vorrebbe certo impicciarsi, se non fosse per la muta richiesta d’aiuto negli occhi tristi di Emma… I segreti che Cesare scoprirà sulla sua vicina di casa, ma soprattutto su se stesso, sono la scintillante materia di questo formidabile romanzo, capace di disegnare un personaggio in cui convivono, con felice paradosso, il più feroce cinismo e la più profonda umanità.

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