Anteprima #2 – Laura Rocca, “Le cronistorie degli elementi – Il mondo che non vedi”

le cronistorie degli elementiTitolo: Le cronistorie degli elementi ~ Libro Primo ~ Il mondo che non vedi
Autrice: Laura Rocca
Editore: Selfpublishing su Amazon
Genere: Urban Fantasy/Paranormal Romance
Prezzo ebook: € 0,99
Pagine: 633
Data di pubblicazione: 10.07.2015
Sito autore: www.laurarocca.it
Ciao a tutti, amici lettori!
Per qualche settimana abbandonerò il blog, perché mentre la maggior parte di voi è in vacanza, io sarò a sgobbare nell’ufficio stampa di un festival teatrale con i fiocchi, il Rossini Opera Festival.
Intanto vi segnalo un romanzo autopubblicato di Laura Rocca, autrice del blog Racconti dal passato, che piacerà sicuramente agli amanti del genere Urban Fantasy e Paranormale. Appena avrò un minuto di tempo lo leggerò anche io di sicuro 😉
Vi lascio con un estratto dal libro, Le cronistorie degli elementi. Buone vacanze a tutti e a presto!

Celine guardava malinconica dalla finestra della cucina, aveva appena tolto le foglie morte dalle piante che la madre di Matteo lasciava ciclicamente sul davanzale a morire, le facevano una gran pena; era buffo, spesso si sentiva incredibilmente distante dalle altre persone, mentre provava quasi empatia per quelle povere piante. Nonostante il panorama fuori dal vetro le fosse particolarmente gradito si sentiva inquieta, cercò di scacciare il suo turbamento osservando il viavai nella strada sottostante. Venezia stava iniziando a vestirsi per il Natale, lei amava le luminarie e i riflessi che proiettavano sui canali. Sembrava che tutte le stelle del cielo si tuffassero nell’acqua della Laguna e tutto aveva un aspetto più caldo.

Con la fronte poggiata sul vetro freddo, cercava di calmare i suoi pensieri ingarbugliati, si era alzata da poco, nonostante fosse quasi ora di pranzo, ma era sabato e non doveva andare a scuola.

Purtroppo, il sogno che ultimamente la perseguitava non voleva lasciarla in pace neppure da sveglia, lo riviveva continuamente nei suoi pensieri.

“Appollaiata in groppa a uno dei cavalli di San Marco, i lunghi capelli svolazzanti dei quali il buio della notte non mostrava le meravigliose striature che racchiudevano tutti i colori dell’alba e del tramonto, rifletteva su quanto la sua vita fosse cambiata in meglio. Nonostante il dolore e le prove, che a volte superava con molta fatica, non sarebbe tornata indietro per nulla al mondo perché ora si sentiva viva. Sorrideva lì da sola pensando al suo passato, quando appunto, l’unico contesto in cui non mentiva dicendo di essere soddisfatta, era nei momenti in cui parlava della sua città, la sua amata Venezia. Avvertì al suo fianco una presenza che le dava gioia e si voltò per sorridere al suo compagno, fili dorati le svolazzavano davanti agli occhi”…

Era particolarmente irritata dal fatto di non riuscire mai a vedere in faccia chi ci fosse lì al suo fianco, aveva intravisto dei fili d’oro, forse dei capelli, non sapeva spiegarsi come mai, ma aveva la consapevolezza fosse un ragazzo. Era quasi un mese che faceva quel sogno, tutte le volte s’interrompeva sempre in quel punto, l’unica cosa che ricordava vividamente era la gioia che provava e quanto si sentiva soddisfatta.

Avrebbe dovuto sentirsi in colpa in realtà visto che, il misterioso ragazzo biondo, non era sicuramente Matteo, il suo attuale fidanzato, giacché lui era castano. Si diede della sciocca pensando che in fondo era solo un sogno e, di certo, nessuno poteva farle una colpa di ciò che involontariamente sognava.

Decise di lasciare la cucina e di saltare il pranzo, dopotutto non aveva molta fame e quel giorno le conveniva prepararsi con cura per andare in negozio. Mentre stava per voltarsi e andare verso la sua stanza le parve di vedere le piante sul davanzale circondate da uno strano alone di luce, non capiva cosa fosse, ma quando le guardò con insistenza, tutto tornò alla normalità.

“Sto davvero impazzendo” pensò e, senza preoccuparsene ulteriormente, andò a prepararsi per il lavoro.

Celine era tesa, quel giorno scadevano i tre mesi di prova pattuiti dal suo contratto e, per di più, sarebbe arrivata la direttrice generale del Nord Italia per l’ispezione. Aveva provato a curarsi particolarmente ma come sempre le uniche cose che le piacevano di sé erano gli occhi e i capelli. Il viso non era brutto ma insignificante, sul corpo era meglio stendere un velo pietoso, aveva quei chili di troppo che la facevano sempre sentire tozza e, qualunque cosa mettesse, la faceva apparire sempre come se indossasse un sacco di iuta.

Non capiva come fosse possibile, per tutte le donne della terra, vestirsi sapendo abbinare quasi per magia colori, gonne e camicette ed essere per lei un tale incubo. Forse perché non gliene importava nulla o perché semplicemente non sbagliava gli accostamenti, ma erano le sue fattezze a essere inadatte a mostrare la minima grazia. Quanto meno il tailleur giacca e pantalone, abbinato alla camicia bianca, poteva essere considerato di classe. Si sentiva una caricatura di dieci anni più grande ma in negozio era richiesto un certo tipo di divisa.

Quando giunse davanti alla porta del negozio, la serranda era mezza abbassata, dentro le colleghe stavano finendo di allestire un piccolo buffet per la direttrice.

-Celine, vai subito nell’ufficio sul retro- le disse una di loro -la direttrice ha detto che vuole parlare con te prima d’iniziare la riunione generale-.

La direttrice era la classica donna che lei non sarebbe mai stata, bionda, alta, slanciata su quei tacchi di dodici centimetri che per lei sarebbero stati importabili, truccata alla perfezione, con i capelli perfetti, il tailleur impeccabile e l’aria di chi lo sapeva.

La aspettava in piedi in mezzo alla stanza, ma quando la vide arrivare andò a sedersi, accomodandosi dietro la scrivania incrociò le lunghe gambe inguainate nelle calze nere di seta.

-Accomodati Celine, ti ho fatto venire qua per parlare subito con te della situazione- Iniziò appena lei entrò nella stanza -sei qui ormai da tre mesi e sebbene tu sia una dipendente coscienziosa riguardo a orari, straordinari o assenze, so che non si è instaurato nessun feeling tra te e il resto del personale. Come ben sai noi ci teniamo ad avere un gruppo affiatato, questo lavoro è molto stressante, specialmente nel periodo che arriverà di qui a poche settimane e, in assenza di affiatamento tra di voi, si rischiano notevoli problemi tra cui litigate inopportune di fronte ai clienti- terminò fissandola in attesa di una risposta.

A Celine parve quasi di vedere un’ombra di disapprovazione, sapeva di dover rispondere ma ignorava cosa fosse giusto dire, alla fine si decise a parlare cercando di mantenere un tono sicuro.

– Non è vero, io non ho mai avuto nessun motivo di discussione con le colleghe, sono sempre disponibile a coprire i loro turni o a fare del lavoro supplementare per aiutarle, non immagino come possano esserle arrivate voci riguardanti una mia mancanza di lavoro di gruppo…-

La voce della direttrice la interruppe quasi subito.

-Ma è proprio questo Celine, vedi, tu non ne sei nemmeno lontanamente consapevole, io non discuto in merito alla tua volontà lavorativa, io parlo di calore umano, di legami d’amicizia che nascono tra persone che trascorrono del tempo insieme. Le tue colleghe sono un gruppo solido, mentre tu ne sei totalmente isolata- disse stringendosi nelle spalle, poi lanciandole un’occhiata accusatoria continuò -ci sarebbe da aggiungere che non puoi vendere vestiti se non li sai indossare e per stare in una boutique d’alta moda come questa sarebbe consigliabile che perdessi almeno dieci chili. Mi dispiace davvero, ho accettato la tua candidatura in un periodo in cui una collaboratrice se n’era andata all’improvviso e avevamo bisogno di un rimpiazzo immediato, ma ora non mi sento di prolungare il contratto, non fa bene nemmeno a te lavorare in un ambiente nel quale non ti trovi a tuo agio, credimi, ho esperienza in questo campo, e poi tra poco completerai gli studi e sono certa troverai un lavoro più adatto a te-.

Con questo il discorso era chiuso, Celine capì che, qualunque fosse stata la sua risposta, ormai la decisione di quella donna era stata irrevocabilmente presa.

Si sentiva talmente male da non aver nessuna voglia di finire la sua giornata di lavoro e, anche se sapeva che in quel modo avrebbe fornito prova alla direttrice di aver ragione, non poté fare a meno di rispondere -Va bene allora preferirei congedarmi senza terminare la giornata, i miei estremi bancari li avete, quando i conti saranno pronti potrete effettuare il versamento -.

Senza nemmeno stringere la mano alla sua interlocutrice prese la porta e passando dall’uscita posteriore del magazzino si allontanò per l’ultima volta da lì.

-Maledizione!- Esclamò furente attirando lo sguardo di qualche passante.

Era successo di nuovo, anche in quest’ambiente era stata respinta da tutti, non era bastata neppure la sua buona volontà per mantenere il posto di lavoro, sembrava che nessuno volesse avere a che fare con lei.

Era sempre stato così da quando ne aveva memoria. Crescendo non aveva legato particolarmente con nessuno, i suoi genitori adottivi erano troppo anziani perché prestassero attenzione a questi dettagli e non tentarono mai di inserirla in qualche gruppo tipo scout o simili, mentre lei se ne stava di buon grado nella sua stanza a leggere, a disegnare o a giocare con Mercurio, il suo amato gatto.

Non aveva avuto amiche né alle superiori né alle medie, a parte Matteo, l’unico che le aveva rivolto la parola, che l’aveva coinvolta nelle sue avventure, aveva fatto i compiti con lei e soprattutto che l’aveva ospitata in casa sua dopo la morte improvvisa dei suoi genitori. Sarebbe stata per sempre grata a lui e sua madre per quel gesto nei suoi confronti. Era maggiorenne e sarebbe potuta restare sola abitando a Villa Vendramin, ma nessuno in realtà voleva che una neo-diciottenne vivesse sola in quella grande casa senza neppure un adulto a prendersi cura di lei, specialmente dopo l’incidente improvviso dei suoi genitori, gli amministratori del patrimonio dei Vendramin temevano che potesse cadere in depressione vista l’assenza di altri parenti.

La madre di Matteo, Luisa Sartor, era stata incredibilmente generosa ad accoglierla, ma soprattutto era stata irremovibile sui suoi studi, voleva che si diplomasse, mentre lei desiderava lavorare per non pesare sul bilancio familiare. Certo aveva a disposizione anche l’eredità lasciatale dai suoi genitori, ma quella non voleva toccarla se non per

utilizzarla in caso di spese inerenti al mantenimento della villa; in ogni caso, quando ne aveva fatta menzione, la signora Sartor si era dimostrata fortemente contraria ad accettare dei soldi. L’unica soluzione possibile era stata quella di trovare un lavoro part-time con la scusa di desiderare dei soldi propri per comprarsi vestiti e scarpe, su quello la madre di Matteo non aveva avuto nulla in contrario e lei era stata felicissima quando aveva trovato il lavoro in negozio. Ora avrebbe dovuto anche deludere lei informandola di essere stata licenziata, pur non avendo mai ricevuto pressioni in merito, le pesava dover ammettere questo fallimento. Matteo invece ne sarebbe stato contento, da quando era passato da amico a fidanzato, era diventato doppiamente protettivo nei suoi confronti e sosteneva che avrebbe fatto meglio a stare in casa a studiare e che lavorando si stancava troppo. Tuttavia non riusciva a concentrarsi su di lui o a ricavarne l’emozione del conforto che avrebbe potuto trovare tra le sue braccia, era troppo infuriata.

Provava un’enorme rabbia, quest’ennesima umiliazione la travolse, si sentiva strana e inquieta, come se una parte di sé volesse uscire allo scoperto e gridare basta, era stufa di essere la ragazza invisibile, un elemento di contorno, una nullità.

Sentiva un forte ronzio in testa, era come una voce che le urlava di piantarla di autocommiserarsi, di tirare fuori la vera se stessa. Le sembrava di avere nelle orecchie uno sciame di vespe che le dava consigli diversi, avrebbe voluto mettersi a urlare contro di loro dicendogli di tacere, ma era consapevole che in realtà nessuno le stava parlando e che doveva darsi una calmata se non desiderava che i passanti la prendessero per pazza.

-Tu non sei questo Celine- diceva una voce.
-E’ ora di scoprire davvero chi sei- diceva l’altra.
-Lascia cadere il muro che ti circonda, lascialo andare- urlava un’altra ancora.

Si nascose in una calle deserta mettendosi le mani sulle orecchie tentando di calmare le sue emozioni, doveva assolutamente allontanarsi da lì. Rimase per un po’ appoggiata contro il muro tentando di placare il suo cuore che batteva furiosamente, “rallenta”, lo implorava mentalmente, “calmati, non è successo niente di grave troverai un altro lavoro, conoscerai altre persone”…

Dopo essersi ripetuta quel mantra un paio di volte le parve di aver ripreso effettivamente il controllo di se stessa, le voci almeno erano scomparse e decise che fare due passi prima di tornare a casa le avrebbe fatto bene.

Non aveva prestato particolare attenzione al luogo in cui si stava dirigendo e a un tratto si accorse di essere in Piazza San Marco.

Celine amava quella piazza, spesso, quando abitava ancora alla villa e i suoi genitori adottivi erano ancora in vita, la sera ci veniva anche da sola con la loro barca. Amava l’atmosfera che si respirava lì la notte, quando tutti i negozi e i caffè erano chiusi e i turisti non invadevano ogni singolo spazio, quando c’era silenzio e poteva immaginare com’era vivere lì ai tempi di Casanova. Le sembrava quasi di sentire frusciare le sottane delle dame, lo schioccare dei ventagli quando si sussurravano qualcosa, con complicità, l’una nell’orecchio dell’altra, appena passava un giovane.

La piazza però le era sempre piaciuta anche di giorno con la sua cacofonia costante, le mille lingue differenti che spesso sentiva parlare contemporaneamente, i raggi del sole e la basilica illuminata dalla luce del giorno. Invece quel giorno non riusciva a godersi nessuna di quelle sensazioni, le sembrava che la sua testa stesse per spaccarsi in due.

Le voci avevano smesso di tormentarla, ma tutto il suo corpo era travolto da uno strano fremito, si osservò le mani e vide le dita tremare, le richiuse di scatto a pugno come a voler negare ciò che aveva appena visto. Era come se le sue dita stessero ardendo ed era quasi convinta che se avesse dato un pugno nel terreno avrebbe provocato un terremoto, o peggio un maremoto vista la città in cui viveva. Doveva andarsene di lì, subito, anzi forse la parola subito non rendeva abbastanza.

D’impulso si diresse verso il posto barca, dietro Piazza San Marco, dove una volta attraccavano i suoi genitori quando dalla villa venivano a Venezia. Dopo l’incidente aveva ormeggiato lì quella di riserva, ma non l’aveva mai toccata, con la disgrazia capitata ai suoi il pensiero di andare in barca la terrorizzava. Adesso non le importava, qualunque cosa sarebbe andata bene pur di fuggire, isolarsi, restare sola. Non dovette neppure fermarsi a pensare a dove sarebbe andata, avrebbe puntato dritto verso la sua vecchia casa.

Il Lido era sempre incantevole, più silenzioso di Venezia, specialmente durante l’inverno. Ormeggiò la barca e si diresse verso il cancello di Villa Vendramin che sorgeva su un terreno molto ampio e per questo era discostata dalle altre case, il sontuoso giardino si poteva quasi definire un parco.

Spingendo il cancello provò un gran senso di desolazione, si vedeva che ormai era una casa disabitata, faceva quasi un po’ tristezza.

Pensare ai divani e ai mobili coperti da teli bianchi, o al giardino morto dentro il chiostro, non le faceva paura, anzi, quella sensazione di abbandono era quasi come parte di lei, era in quel modo che la faceva sentire il resto del mondo, abbandonata, dimenticata e sola.

Si recò direttamente al chiostro, il rampicante di rose, che tanto amava sua madre, era secco, le aiuole, una volta curate alla perfezione, non erano altro che sterpi gialli ormai, sembrava quasi che da quel posto la vita fosse stata strappata, era come se i colori non ci fossero più, le appariva tutto in tonalità seppia.

Improvvisamente avvertì ancora quel senso di empatia che aveva provato per le piante avvizzite della signora Sartor, solo che ora i suoi sensi sembravano amplificati; era come se le piante stessero piangendo urlandole contro per averle abbandonate e facendole sentire tutto il loro dolore per lo stato in cui si trovavano.

Celine si sentiva sopraffatta, le sembrava che tutta la sua vita si stesse contraendo, che i respiri fossero solo aridi raschi, che l’aria sapesse di fumo acre. Non sapeva cosa le stava accadendo, sentiva in lei una strana forza e sapeva che se non l’avesse fatta scorrere sarebbe morta; che l’avrebbe fatta implodere.

Si abbandonò in ginocchio al centro del chiostro e conficcò le mani nel terreno piantando a fondo le dita, come se volesse scavare fino al centro della terra, dondolando su se stessa.

La luce che aveva intravisto quella mattina ora le aleggiava attorno, era come se stesse accarezzandola, poi con suo grande sconcerto si rese conto di essere lei stessa a emanarla, trasmettendola al terreno nel quale teneva conficcate le mani. Chiuse e riaprì gli occhi nel tentativo di liberarsi di quella che sicuramente era una visione poi, la forza del potere che sentì scorrerle dentro all’improvviso strappò ogni pensiero consapevole dalla sua mente e Celine si lasciò andare alla deriva travolta da quelle sensazioni.

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5 tipologie di libri da leggere sotto l’ombrellone.

5 libri da leggere sotto l'ombrellone

Siamo a luglio inoltrato e si incomincia a passare più tempo al mare o a bordo piscina. Non c’è niente di meglio, mentre ci crogioliamo al sole o ci rilassiamo sotto un ombrellone, che leggere un bel libro.

Ma quali sono i libri adatti da portare al mare o in piscina? Di certo non i tomi giganteschi, che pesano troppo nelle borse da mare. Né i libri troppo impegnativi, come l’Ulisse di Joyce, o Guerra e pace di Tolstoj, perché con le persone intorno ci distrarremmo troppo facilmente e continueremmo a leggere la stessa identica riga fino ad abbandonare.

Non sapete che libro portare in vacanza con voi? Ecco 5 tipologie di libri, con i relativi titoli consigliati, che potrebbero fare al caso vostro:

1) I classici che avete sempre voluto leggere ma non avete trovato l’occasione giusta… fin ora. Adorate Jane Austen ma non avete ancora letto Northanger Abbey? Pensate che Calvino sia fantastico ma non avete trovato il momento giusto per leggere Il sentiero dei nidi di ragno? Portateli con voi sotto l’ombrellone!
Vi consiglio: Elsa Morante, L’isola di Arturo; Natalia Ginzburg, Lessico famigliare; Bram Stoker, Dracula, Lewis Carrol, Attraverso lo specchio e quel che Alice vi trovò.

l'isola di arturo elsa morante
2) Libri leggeri e divertenti, non troppo complicati da seguire, perfetti come piacevole passatempo per rilassare la mente. Se qualcuno vi propone un bagno, potete mettere in pausa la lettura senza perdere il filo.

Vi consiglio: la serie di I love shopping di Sophie Kinsella, La ragazza del treno di Paula HawkinsMia per sempre di Maria Venturi, i romanzi di Fabio Volo.

thegirlonthetrain

3) I bestseller più acclamati, non tanto dalle classifiche di libri venduti, quanto dagli apprezzamenti appassionati di chi li ha letti. Insomma, quei libri che a detta di tutti sono meravigliosi.
Potete star sicuri di venirne rapiti, e in men che non si dica la giornata di mare sarà finita e vi ritroverete bruciacchiati dopo tutte le ore passate sul lettino a leggere.

Vi consiglio: Carlos Ruiz Zafòn, L’ombra del vento; Alessandro Baricco, Oceano mare; Muriel Barbery, L’eleganza del riccio; John Boyne, Il bambino con il pigiama a righe.

oceano mare baricco
4) Libri brevi, perché non pesano nelle borse già appesantite da asciugamani e bottiglie d’acqua, e in modo di essere sicuri di finirli prima di rientrare dalle vacanze.

Vi consiglio: Stefano Benni, Cari mostri; Carlo Lucarelli, Il sogno di volare; Banana Yoshimoto, Arcobaleno.

5 libri da leggere in spiaggia

5) I libri con un po’ di azione, perché non riuscirete a smettere di leggerli finché non li avrete finiti. Come le saghe dispotiche del genere Hunger Games, oppure i gialli. Quelli di Agatha Christie sono perfetti!

Vi consiglio: Veronica Roth, Divergent; James Dashner, Maze Runner; Agatha Christie, Corpi al sole.

agatha christie corpi al soleChe libri porterete al mare o in vacanza con voi? Avete altri titoli da suggerire?

Il tempismo perfetto #therighttime

timingOgni tanto inizio a stilare una lista di libri da leggere, che presto diventa così lunga che inizio a stilarne un’altra dimenticandomi della prima, poi cambio agenda e la dimentico dentro quella vecchia, e quasi senza accorgermene inizio a compilarne una nuova, e così via (l’avrete capito, sono una persona confusionaria e molto poco ordinata).

Per due o tre anni in tutte le liste dei libri da leggere ricorreva sempre il titolo di un libro, Il Castello Errante di Howl, perché ogni volta che veniva nominato il film, o sentivo il nome di Miyazaki, mi ripromettevo di leggerne il libro e lo riappuntavo nella lista di turno. Eppure alla fine quando andavo in libreria non lo compravo mai, perché c’era sempre qualcosa di più urgente o più nuovo da leggere.

Fino all’altro giorno, quando gironzolando in una libreria, Il Castello Errante di Howl mi è capitato tra le mani. L’ho subito interpretato come un segnale: finalmente era arrivato il momento di comprare quel libro.

Non vi sembra una fortunata coincidenza che mi sia capitato di imbattermi proprio in una copia del libro che ho voluto leggere per anni, e che da tempo non stavo più cercando, anzi mi ero dimenticata che esistesse?

Ma è stato davvero un caso, oppure possiamo chiamarlo destino?

Voi credete nel destino? Io no. Credo che la vita sia tutto un grande caso, e che ogni minima cosa che ti succede oggi determina ciò che succederà domani. Se per caso, depressa perché al lavoro durante il giorno è andato tutto storto, decidessi di restare a casa la sera, bidonando le tue amiche che ti hanno invitata a bere qualcosa, non incontreresti mai quel ragazzo bruno dagli occhi grandi che ti guarda con quello sguardo lì, quello che hai quando una persona ti piace, non gli lasceresti mai il tuo numero e adesso non staresti insieme a lui. Saresti sola, o staresti insieme a un altro.

Se per caso non tardassi a uscire di casa di qualche minuto perché non ti ricordi dove hai messo le chiavi non rimarresti bloccata dentro una metropolitana guasta per una ventina di minuti. Potrei continuare…

Non credo nel destino, quindi, ma nelle fortunate coincidenze, quelle che mi piace chiamare tempismo perfetto. Quando ti capita l’occasione giusta al momento giusto bisogna coglierla al volo.

Trovare proprio il libro che desideravo leggere da anni non è stato semplice caso, ma il tempismo perfetto. Quando avevo sentito parlare di quel libro e l’avevo aggiunto alla mia “Lista di libri da leggere” evidentemente non era il momento giusto per leggerlo, ma quando l’ho trovato per caso sugli scaffali di quella libreria, e ho tenuto la copia tra le mani, ho saputo che era arrivato il suo momento. Così mi sono affrettata a correre alla cassa a pagare la mia copia de “Il Castello Errante di Howl“, e ho iniziato a leggerlo tutto di un fiato. E l’ho trovato davvero, davvero meraviglioso.

Era quello che mi ci voleva! Da un po’ di giorni, forse a causa dei troppi libri letti troppo in fretta, avevo perso la solita passione per la lettura, e agognavo una pausa. Poi il tempismo perfetto mi ha portato Il Castello Errante di Howl, che ha riacceso la mia voglia di leggere come una miccia: magia, personaggi davvero originali, misteri da risolvere e leggerezza nello stile e nell’espressione. Era quello che mi ci voleva!

Consiglio a tutti gli amanti dei fantasy di leggerlo, se non lo avete ancora fatto, o almeno di guardare il film di Miyazaki! Poi fatemi sapere cosa ne pensate.

il castello errante di howl

Titolo originale: Howl’s moving castle. Prima edizione: 1986.

Kappalab, 247 pp., € 15,00. ♥♥♥♥♥

 

#Anteprima – Alessio Fabbri esordisce con La Magiara, romanzo storico ambientato a Ferrara.

lamagiaraAlessio Fabbri è insegnante di inglese nelle scuole di Ferrara. Appassionato di letteratura ha avvertito il bisogno profondo di esprimere qualcosa attraverso le parole scritte. Il risultato è stato La Magiara, il suo libro d’esordio. 

Si tratta di un romanzo storico ambientato nella Ferrara degli anni ’20. La protagonista è una donna, Agnese, che viene catturata in una rete di complicate relazioni famigliari all’interno del mondo dell’aristocrazia. In preda alla voglia di ribellarsi, emanciparsi e di lottare per affermare i diritti delle donne e delle minoranze etniche, e delusa da una storia d’amore finita male, Agnese intraprende un percorso che sembra senza ritorno, fino a finire sull’orlo di un baratro.

La Magiara è stato pubblicato a metà maggio da Sillabe di Sale editore ed è stato presentato al Salone del Libro di Torino. A breve sarà disponibile anche in ebook.

Trama: Agnese Mallasz è una giovane e tormentata ragazza di Venezia. Dopo aver perso la madre, ella viene a conoscenza dell’esistenza di una famiglia aristocratica a cui è legata, rappresentata dal suo fratellastro Luigi Alfonso Salisbeni che, volente o nolente, la invita a ricongiungersi al suo vero luogo d’appartenenza. Ad attenderla, con aspettative del tutto differenti, vi sono anche la gelida sorellastra Giuliana e la timida, ma inquieta nipote Sibilla, figlia di Luigi Alfonso.
Costretta da esigenze finanziarie e dalle dolorose conseguenze della fine di un amore illusorio, Agnese adotta Ferrara come sua nuova dimora e destinazione della sua fuga, ritrovandosi però combattuta fra necessità di sopravvivenza e desiderio di rivolta. Scoprendosi sempre più femminista e ribelle, esplora l’emancipazione della donna attraverso mezzi inconsueti ed ingiustificati come la violenza o le armi: unica risposta al disequilibrio delle sue emozioni è l’involontaria e casuale adozione dell’identità della Magiara, lato della personalità della ragazza che tende sempre più a creare scompiglio nella cerchia dei Salisbeni e nell’aristocrazia ferrarese degli anni ‘20. Circondata dai segreti che rendono i suoi nuovi parenti vittime e carnefici di loro stessi, ella intraprende un percorso di dolorosa passione, giungendo sull’orlo dell’abisso, in un viaggio apparentemente senza ritorno.

Alessio FabbriLa Magiara, 170 pp, € 16.00. Acquistabile qui: Sillabe di Sale EditoreAmazon.it.

100 libri da leggere almeno una volta nella vita. Quali di questi hai letto?

100 libri da leggere almeno una volta nella vita

La BBC lo scorso anno ha stilato una lista di 100 libri da leggere almeno una volta nella vita. A me è capitata sotto gli occhi solo ora, e mi scuso se ritiro fuori cose “vecchie”, ma mi sembrava carina.

È una lista ben studiata, adatta a tutte le età e ad ogni tipo di gusto letterario, che comprende opere di varie nazioni, di cui molte sono italiane, tra grandi classici, fantasy, romanzi. Ci sono dei libri che secondo voi sarebbero stati da aggiungere a questa lista? Io per esempio avrei tolto Il Codice da Vinci, che per quanto abbia suscitato grande clamore e sia un thriller avvincente, non rientra, secondo me, tra i libri che bisogna assolutamente leggere. Avrei invece aggiunto Harry Potter, che è un classico moderno.

L’allarmante stima della BBC è che la maggior parte delle persone ha letto in media solo 6 titoli su 100. Cerchiamo di alzare il risultato, dimostrando che ci sono persone che ne hanno letti ben più di 6, che ne dite?

Qui di seguito vi riporto la lista con accanto il simbolo V se ho letto il libro, e la X se l’ho incominciato ma non sono riuscita a finirlo, perché l’ho trovato troppo pesante. Voi potete fare la stessa cosa, sul vostro blog o qui nei commenti.

Secondo le istruzioni dovrete indicare in quale blog avrete trovato la lista (io in Il Blog che Vorrei).

Ricordatevi:

V: Letto

X: Non Finito

  1. Orgoglio e Pregiudizio – Jane Austen  V
  2. Il Signore degli Anelli – J.R.R. Tolkien   V
  3. Il Profeta – Kahlil Gibran 
  4. Harry Potter – JK Rowling   V
  5. Se questo è un uomo – Primo Levi   V
  6. La Bibbia   X
  7. Cime Tempestose – Emily Bronte   V
  8. 1984 – George Orwell   V
  9. I Promessi Sposi – Alessandro Manzoni   V
  10. La Divina Commedia – Dante Alighieri   V (solo a scuola)
  11. Piccole Donne – Louisa M Alcott    V
  12. Lessico Familiare – Natalia Ginzburg   V
  13. Comma 22 – Joseph Heller
  14. L’opera completa di Shakespeare   mezza V (non ho assolutamente letto tutto Shakespeare)
  15. Il Giardino dei Finzi Contini – Giorgio Bassani   V
  16. Lo Hobbit – JRR Tolkien   V
  17. Il Nome della Rosa – Umberto Eco   V
  18. Il Gattopardo – Tommasi di Lampedusa   V
  19. Il Processo – Franz Kafka
  20. Le Affinità Elettive – Goethe
  21. Via col Vento – Margaret Mitchell    V
  22. Il Grande Gatsby – F. Scott Fitzgerald  V
  23. Bleak House – Charles Dickens
  24. Guerra e Pace – Leo Tolstoy   X
  25. Guida Galattica per Autostoppisti – Douglas Adams
  26. Brideshead Revisited – Evelyn Waugh
  27. Delitto e Castigo – Fyodor Dostoyevsky  V
  28. Odissea – Omero  mezza V (a scuola in greco)
  29. Alice nel Paese delle Meraviglie – Lewis Carroll  V
  30. L’insostenibile leggerezza dell’essere – Milan Kundera  V
  31. Anna Karenina – Leo Tolstoj  V
  32. David Copperfield – Charles Dickens  V
  33. Le Cronache di Narnia – CS Lewis (è incredibile ma ancora non l’ho letto!!!)
  34. Emma – Jane Austen   V
  35. Cuore – Edmondo de Amicis   V
  36. La Coscienza di Zeno – Italo Svevo  V
  37. Il Cacciatore di Aquiloni – Khaled Hosseini  V
  38. Il Mandolino del Capitano Corelli – Louis De Berniere
  39. Memorie di una Geisha – Arthur Golden  V
  40. Winnie the Pooh – AA Milne
  41. La Fattoria degli Animali – George Orwell   V
  42. Il Codice da Vinci – Dan Brown   V
  43. Cento Anni di Solitudine – Gabriel Garcia Marquez  V
  44. Il Barone Rampante – Italo Calvino   V
  45. Gli Indifferenti – Alberto Moravia   V
  46. Memorie di Adriano – Marguerite Yourcenar
  47. I Malavoglia – Giovanni Verga   V
  48. Il Fu Mattia Pascal – Luigi Pirandello  V
  49. Il Signore delle Mosche – William Golding  (è nella mia lista di libri da leggere)
  50. Cristo si è fermato ad Eboli – Carlo Levi
  51. Vita di Pi – Yann Martel  (anche questo è sulla mia lista)
  52. Il Vecchio e il Mare – Ernest Hemingway   X
  53. Don Chisciotte della Mancia – Cervantes   V
  54. I Dolori del Giovane Werther – J. W. Goethe   V
  55. Le Avventure di Pinocchio – Collodi   V
  56. L’ombra del vento – Carlos Ruiz Zafon  (è sul mio comodino ora!)
  57. Siddharta – Hermann Hesse   V
  58. Il mondo nuovo – Aldous Huxley  V
  59. Lo strano caso del cane ucciso a mezzanotte – Mark Haddon
  60. L’Amore ai Tempi del Colera – Gabriel Garcia Marquez
  61. Uomini e topi – John Steinbeck
  62. Lolita – Vladimir Nabokov   V
  63. Il Commissario Maigret – George Simenon
  64. Amabili resti – Alice Sebold
  65. Il Conte di Monte Cristo – Alexandre Dumas   V
  66. Sulla Strada – Jack Kerouac  (sulla mia lista)
  67. La luna e i Falò – Cesare Pavese  V
  68. Il Diario di Bridget Jones – Helen Fielding  V
  69. I figli della mezzanotte – Salman Rushdie
  70. Moby Dick – Herman Melville  V
  71. Oliver Twist – Charles Dickens  V
  72. Dracula – Bram Stoker  V
  73. Tre Uomini in Barca – Jerome K. Jerome
  74. Notes From A Small Island – Bill Bryson
  75. Ulisse – James Joyce   X (chi l’ha finito??)
  76. I Buddenbroock – Thomas Mann
  77. Il buio oltre la siepe – Harper Lee
  78. Germinale – Emile Zola   V
  79. La fiera delle vanità – William Makepeace Thackeray  V
  80. Possession – AS Byatt
  81. A Christmas Carol – Charles Dickens  V
  82. Il Ritratto di Dorian Gray – Oscar Wilde  V
  83. Il Colore Viola – Alice Walker  (sulla mia lista)
  84. Quel che resta del giorno – Kazuo Ishiguro
  85. Madame Bovary – Gustave Flaubert   V
  86. A Fine Balance – Rohinton Mistry
  87. Charlotte’s Web – EB White
  88. Il Rosso e il Nero – Stendhal   X
  89. Le Avventure di Sherlock Holmes – Sir Arthur Conan Doyle   V
  90. The Faraway Tree Collection – Enid Blyton
  91. Cuore di tenebra – Joseph Conrad   V
  92. Il Piccolo Principe– Antoine De Saint-Exupery  V
  93. The Wasp Factory – Iain Banks
  94. Niente di nuovo sul fronte occidentale – Remarque
  95. Un Uomo – Oriana Fallaci   V
  96. Il Giovane Holden – Salinger
  97. I Tre Moschettieri – Alexandre Dumas  V
  98. Amleto– William Shakespeare   V
  99. La fabbrica di cioccolato – Roald Dahl
  100. I Miserabili – Victor Hugo   V

Benissimo, se ho contato bene, ne ho letti 58! E voi?

10 Grandi Libri di cui non puoi fare a meno di innamorarti

I Grandi Libri sono quelli che non si può fare a meno di trovare fantastici, anche se non fanno parte di quelli che non puoi fare a meno di leggere finché non li hai finiti, oppure quelli che ti ossessionano così tanto che vorresti solamente parlare della trama o dei personaggi con qualcuno. Magari, questi Grandi Libri invece, li leggi con calma, senza divorarli, ma è certo che in qualche modo ti sconvolgeranno.  Anche se non dovessi amarli nel vero senso del termine, ti risulta chiaro che valgono la pena di essere letti. Qui vi ho fatto la lista di alcuni (ma solo alcuni) libri che ti lasciano una traccia indelebile, e che sono quindi per me Grandi Libri. Sentitevi liberi di scrivermi se li avete letti, se vi sono piaciuti e perché, o se ci sono altri titoli che collochereste nella categoria dei Grandi Libri.

1) Luigi Pirandello, Uno, nessuno e centomila

uno-nessuno-e-centomila-pirandelloNon poteva mancare il capolavoro di Pirandello che dà il nome a questo blog. A dire il vero mi è piaciuto in ugual modo Il fu Mattia Pascal, ed entrambi sono da collocare nell’elenco dei libri assolutamente da leggere. Pirandello mette in scena l’antieroe, un protagonista inetto, che vuole fuggire dalla propria vita. Sia a Mattia Pascal che a Vitangelo Moscarda, la realtà appare all’improvviso per quella che è: non è mai una sola, ma ce ne sono centomila, a seconda di chi la guarda. Quindi, difatto, non ce n’è nessuna.

2) Susanna Clark, Jonathan Strange & Il Signor Norrell

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Vincitore del Premio Hugo per il miglior romanzo nel 2005, è uno dei libri più originali e complessamente strutturati degli ultimi tempi (infatti ha richiesto un lavoro lungo quasi un decennio per la scrittrice). Jonathan Strange & il Signor Norrell ci porta in un mondo dove la magia e gli esseri fatati esistono, e hanno avuto un ruolo attivo per tutto il Medioevo grazie all’opera di vari maghi importanti (tra cui Merlino). Il più grande tra tutti è stato il leggendario Re Corvo, che governava su tre regni: la Gran Bretagna del Nord, i Regni Fatati e un regno dell’Inferno. La sua magia e le opere architettoniche che ha fatto costruire hanno influito sul volto della Gran Bretagna. Un giorno, dopo tre secoli, misteriosamente il Re Corvo scompare nel nulla e lentamente la magia abbandona l’Inghilterra, finché non viene studiata in libri di magia teorica da vecchi signori noiosi e sedentari che si definiscono maghi ma non sanno praticare nemmeno il più piccolo incantesimo. A cambiare le cose saranno il Signor Norrel, il primo vero mago pratico dopo secoli, e il suo allievo, Jonathan Strange.  Ne trovate la completa recensione qui.

3) Jonathan Safran Foer, Ogni cosa è illuminata Molto forte, incredibilmente vicino

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Mi sono avvicinata a questo autore con Ogni cosa è illuminata: il racconto umoristico e commovente insieme, del viaggio  di un giovane studente in Ucraina per trovare Augustine, la donna che può aver salvato suo nonno dai nazisti. Jonathan è accompagnato nella sua ricerca da un coetaneo ucraino, Alexander Perchov, detto Alex. Alex lavora per l’agenzia di viaggi di famiglia, insieme a suo nonno che, a dispetto di una cecità psicosomatica fa l’autista, e in compagnia di una cagnetta maleodorante, chiamata Sammy Davis Jr Jr, in onore del cantante preferito dal nonno. Ho trovato questo libro uno dei più belli che abbia mai letto, così ho comperato subito anche Molto forte, incredibilmente vicino, che mi è piaciuto molto più del primo. Leggendolo si guarda il mondo con gli occhi del protagonista, Oskar, nove anni, in giro per New York a cercare cosa si possa aprire con la chiave che ha trovato e che il papà ha lasciato come eredità emotiva dopo essere morto nell’attentato delle Torri Gemelle.

 4) Alessandro Baricco, Questa storia

alessadro baricco, questa storiaCome ho già detto Alessandro Baricco è uno dei miei scrittori preferiti. Ha quel tocco soave nel raccontare le storie, che sono così originali e fantasiose che non si può fare a meno di domandarsi come facciano a venirgli in mente. Questa storia è un racconto una d’amore, di brutture e di eroismi, raccontato da più voci che direttamente o indirettamente entrano in contatto con Ultimo Parri, un uomo straordinario dall’aspetto così ordinario.

5) Elsa Morante, La storia

elsa morante, la storia

l'isola di arturo

Tra le opere della grande scrittrice Elsa Morante, La Storia è di gran lunga la più bella, sebbene anche L’isola di Arturo è uno dei miei libri preferiti. Leggendo La storia ho provato una profonda pietà per Ida e Useppe, e mi sono sfogata in pianti corposi. Questo per dirvi che non è una lettura allegra, tutto il contrario, ma a volte per stare meglio bisogna entrare in contatto con le brutture della vita. È un romanzo storico sulla seconda guerra mondiale, un romanzo Meraviglioso (con la “m” maiuscola), di un realismo toccante ma poetico al tempo stesso. L’intento di Elsa Morante era quello di incarnare la finalità più alta della letteratura: quella di essere depositaria della coscienza collettiva su uno dei drammi peggiori dell’umanità.

6) Lorenzo Marone, La tentazione di essere felici lorenzo marone, la tentazione di essere felici

Questo libro è stato appena pubblicato, è vero, eppure lo colloco con convinzione all’interno dei Grandi Libri. Il soggetto è originale: Cesare Annunziata è un signore di settantasette anni ben lontano dal poter essere definito un tenero vecchino rimbambito, che si trova ad aiutare una giovane donna che subisce gli abusi del marito, e incomincia a rimpiangere  di essere stato burbero ed egoista per tutta la vita. Lo stile è semplice e ricco al tempo stesso. Argutissime e insieme poetiche sono le riflessioni di Cesare sulla vita e sul suo passato, a cui ogni tanto si lascia andare anche se ripete più volte di non far parte di quei vecchi malinconici che non fanno altro che rimpiangere gli errori passati. Fidatevi, vi piacerà.

Leggi qui la recensione.

7) Milan Kundera, L’insostenibile leggerezza dell’essere

milan kundera, l'insostenibile leggerezza dell' essere Commovente, poetico, sensazionale, metafisico… L’insostenibile leggerezza dell’essere è una storia di amore e tradimento, una riflessione sulla leggerezza e la pesantezza: nel momento in cui ci piace qualcosa e lo scegliamo per la nostra vita lo percepiamo come leggero, ma poi non tarda a rivelare un peso insostenibile. «Ma davvero la pesantezza è terribile e la leggerezza meravigliosa? Il fardello più pesante ci opprime, ci piega, ci schiaccia al suolo. Ma nella poesia d’amore di tutti i tempi la donna desidera essere gravata dal fardello del corpo dell’uomo. Il fardello più pesante è quindi allo stesso tempo l’immagine del più intenso compimento vitale. Quanto più il fardello è pesante, tanto più la nostra vita è vicina alla terra, tanto più è reale e autentica. Al contrario, l’assenza assoluta di un fardello fa si che l’uomo diventi più leggero dell’aria, prenda il volo verso l’alto, si allontani dalla terra, dall’essere terreno, diventi solo a metà reale e i suoi movimenti siano tanto liberi quanto privi di significato».

8) Muriel Barbery, L’eleganza del ricciol'eleganza del riccio

L’eleganza del riccio è stato il caso letterario francese del 2007. In un elegante palazzo di Parigi, abitato da famiglie altoborghesi, vive e lavora Renée, la portinaia, che dalla sua guardiola assiste allo scorrere di questa vita di lussuosa vacuità, nascondendo la sua intelligenza sotto le vesti della tipica portinaia: grassa, sciatta, non molto sveglia. In realtà Renée adora l’arte, la filosofia, la musica e la cultura giapponese. Con la copertura del sottofondo dei programmi televisivi da casalinga senza cultura, divora in realtà un libro dopo l’altro. L’arrivo di monsieur Ozo, un ricco giapponese, la porterà a smascherarsi e a rivelare il suo antico segreto, e a fare amicizia con Paloma, la ragazzina dodicenne, che dotata di un’intelligenza fuori dal comune, ha deciso di suicidarsi il giorno del suo prossimo compleanno.

9) Nikolaj Vasil’evic Gogol, Il cappotto

il cappotto di gogol Chi è un letterato, come me, non può non sapere che «siamo tutti figli del cappotto di Gogol». Questo libro, tra i migliori della letteratura russa, è infatti il precursore della nostro antieore italiano, che si afferma dai primi del Novecento fin dopo la seconda guerra mondiale. I protagonisti dei romanzi diventano infatti degli inetti: ricordiamo, per citare i più famosi, Zeno Cosini di La coscienza di Zeno e Mattia Pascal di Il fu Mattia Pascal. Protagonista di Il cappotto è il mediocre funzionario Akakij Akakievič Bašmačkin, intrappolato in un’odiosa quotidianità di tormenti e privazioni. Preso in giro da tutti in ufficio per il suo cappotto tremendamente liso, incomincia a risparmiare, togliendosi anche il cibo di bocca, per poter comperare un cappotto nuovo. Quando finalmente riesce ad acquistarlo, quel nuovo cappotto diventa la personificazione di ogni forma di riscatto, assumendo un’importanza di dimensioni spropositate per il povero Akakij Akakievič. La fortuna, però, non è dalla sua parte: tornando a casa dal lavoro viene aggredito da un ladro che gli porta via il cappotto.

10) Italo Calvino, Se una notte di inverno un viaggiatore

calvino, se una notte d'inverno un viaggiatore   Non poteva mancare neppure Calvino, un altro tra i miei scrittori preferiti. Se una notte d’inverno un viaggiatore è un geniale romanzo nel romanzo, in cui il protagonista, chiamato semplicemente Lettore, è costretto da una serie di sfortunate interruzioni a leggere ripetutamente l’incipit di un romanzo che ogni volta appare diversa dalla precendente, con l’aiuto della bella Ludmilla.

Stieg Larsson: il 27 agosto esce il sequel della trilogia best-seller

Il sequel della trilogia best-seller “Millennium” – formata da Uomini che odiano le donneLa ragazza che giocava con il fuoco e La regina dei castelli di carta – uscirà contemporaneamente il 27 agosto in 35 paesi, tra cui l’Italia dove sarà pubblicato da Marsilio.

Peccato che Stieg Larsson sia morto poco dopo aver scritto i romanzi…

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