“Gli Struzzi”, collana Einaudi nata nel 1970. Storia ed evoluzione.

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Il logo Einaudi, uno struzzo che morde un chiodo, e le sue diverse rappresentazioni

La collana de “Gli Struzzi” prende il nome dal simbolo della casa editrice: lo struzzo con in bocca un chiodo e il motto “Spiritus durissima coquit”, che calza a pennello con il periodo storico in cui l’Einaudi nasce, in cui si era costretti a digerire i duri “chiodi” del movimento fascista.

In realtà l’origine del logo risale al Dialogo delle imprese militari et amorose di monsignor Paolo Giovio, di cui la prima edizione è del 1574. Si tratta di una raccolta di simboli e motivi allegorici che Giovio stesso crea su commissione per i signori e i capitani che li fanno ricamare sulle bandiere e sulle livree delle proprie Compagnie. Lo struzzo è l’emblema di Girolamo Mattei Romano «capitan de’ cavalli della guardia di Papa Clemente, huomo risoluto e d’alto pensiero, e d’animo deliberato». Mattei chiede a monsignor Giovio di ideargli un emblema «significante ch’un valoroso cuore hà forza di smaltire ogni grave ingiuria», così questi pensa allo struzzo, che una tradizione plurisecolare vede digerire qualsiasi cibo.

“Gli struzzi”, collana ancora oggi attiva, anche se poco utilizzata, nasce nel 1970 per raccogliere ristampe economiche di opere di altre collane che avevano ottenuto successo presso i lettori. «Si rivolge a un vasto pubblico per riproporre libri essenziali: dai classici alla narrativa, alla poesia e al teatro contemporanei»,[1] ospitando anche biografie: Sovversivo. Vita e morte dell’anarchico Serantini di Corrado Stajano (1975), Giovanni Agnelli di Valerio Castronovo (1977), Indagine su un brigatista rosso. La storia di Walter Alasia di Giorgio Manzini (1978).

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Elsa Morante, “La Storia”, “Gli Struzzi” Einaudi, 1974.

È celebre il caso eccezionale di La Storia di Elsa Morante, che l’autrice insiste per pubblicare in una prima edizione economica, con un prezzo di sole duemila lire, sebbene Roberto Cerati, allora direttore commerciale, si opponga: ritiene infatti che un libro di seicentosettanta pagine non debba essere messo in vendita a meno di quattromilacinquecento lire. Per accontentare entrambe le parti propone alla Morante la pubblicazione di due edizioni contemporanee, una rilegata e l’altra tascabile, ma la scrittrice è irremovibile: il suo libro deve essere da subito accessibile a tutti, così La storia viene pubblicata negli Struzzi.[2]

La collana de “Gli Struzzi” oggi pubblica opere di carattere storico e autobiografico, come Il diario di Anna Frank e altre memorie di perseguitati ebrei durante la Seconda Guerra Mondiale, scritti politici come Gramsci a Roma, Togliatti a Mosca, il carteggio del 1926 tra la Direzione del Partito comunista d’Italia e Palmiro Togliatti, che rappresentava il partito presso l’Internazionale comunista, le lettere dal carcere di Massimo Mila, Argomenti strettamente famigliari, e di Aldo Moro, Lettere dalla prigionia, la biografia di Cesare Segre, Per curiosità.

Trovate l’intero catalogo su www.einaudi.it.

[1] Catalogo Einaudi 1999, Le edizioni Einaudi negli anni 1933-1983, p. 873.

[2] Elena Rancati, La Storia, il caso Morante in Libri e scrittori di via Biancamano. Casi editoriali in 75 anni di Einaudi.

@copyright Sara Cappellini

Dalla tesi di laurea I “CORALLI”: UNA STORICA COLLANA EINAUDI DI LETTERATURA CONTEMPORANEA

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