Siviglia per libri

Anna Karenina, Siviglia per libriLo scorso weekend sono stata a Siviglia, e anche se avevo a disposizione solo tre giorni non ho potuto esimermi dal fare un piccolo tour attraverso le librerie più particolari!

LA EXTRAVAGANTEIn Alameda de Hércules, la zona a nord del centro di Siviglia che ha la più alta concentrazione di bar in cui bere cerveza e locali in cui mangiare tapas (provate il Duo Tapas, buonissimo!) trovate una libreria di viaggi, La ExtraVagante (aperta dal lunedì alla domenica fino a tarda sera).

Il motto di questa libreria è firmato niente meno che da Emily Dickinson: “Para viajar lejos no hay mejor nave que un libro.”

La ExtraVagante, libreria di viaggi, Siviglia, Spagna
Un gato en bicicleta è originale fin dal nome. Si trova in Calle Regina, a due passi dal Metropoli Parasol, la grandiosa struttura inaugurata di recente che ricorda dei funghi (infatti i sivigliani lo chiamano ‘Las setas’). Ospita un mercato, un belvedere ( a dir la verità non troppo alto) e l’Antiquarium, un museo con le rovine e i mosaici di abitazioni risalenti al periodo romano e quello almohade, scoperti scavando per costruire il Metropol.

un gato en bibicleta

un gato en bicicleta, siviglia, spagna, libreriaNelle viuzze del centro potete trovare varie catene come il Beta Book Cafè. Interessante notare come anche in Spagna ai primi posti dei libri più venduti regnino Cinquanta sfumature di schifo e derivati. Ai primi posti anche il nuovo libro di Harper Lee che in Italia non è ancora uscito.

Beta Book Cafè, Siviglia per libri

Beta Book Cafè, Siviglia per libri, libreriaMi è dispiaciuto non poter vedere il mercatino di antiquariato di Calle Feria, che si tiene il giovedì dalle 8 alle 16: tra gli abiti usati, dischi di vinile e cianfrusaglie varie ci sono anche libri di seconda mano, tra cui ogni amante di pagine ingiallite e consunte ama mettere il naso (in senso metaforico e non).

Invece, nel Mercado di Traina, che vende una grande varietà di frutta e verdura, carne e pesce, sono rimasta piacevolmente sorpresa di trovare un carretto che funge da biblioteca ambulante 🙂 Non vi sembra una bella iniziativa?

siviglia per libri, biblioteca

Recensione #59 – James A. Moore, Seven Forges

seven forges recensioneQuesta settimana mi è capitato di leggere per lavoro un libro non ancora pubblicato in Italia, ma ho pensato: perché non scrivervi lo stesso una recensione dato che sono sicura che una buona parte di voi leggono anche in inglese? 🙂 Soprattutto perché l’ho trovato un libro molto interessante.

Vi riassumo l’inizio:

Merros Dulver avanza faticosamente a cavallo nella neve. Al suo fianco Wollis, il suo fedele braccio destro. Sono mercenari assoldati dal mago e consigliere dell’Impero Desh Krohan per esplorare le Blasted Lands, la grande distesa di terra fredda a nord dell’Impero che contiene le Seven Forges, montagne di roccia vulcanica nera che scintillano nell’oscurità, visibili anche da grandi distanze.

Ad un certo punto vengono attaccati dai terribili Pra-Moresh, enormi e pericolose creature. Molti uomini della scorta perdono la vita, e la situazione sembra essere diventata critica quando appare un uomo gigantesco dalla pelle grigia in sella a una bestia mostruosa, che agita in aria un’arma che assomiglia a un’enorme sega e ne uccide quattro in poche mosse. Sono salvi. L’uomo parla una lingua sconosciuta, ma le tre Sorelle, assistenti di Desh Krohan, fanno un incantesimo in modo che possa comunicare con Merros.

L’uomo misterioso, che porta un velo sulla faccia così che non se ne possano vedere i lineamenti, si chiama Drask Silver Hand. Ha infatti una mano di acciaio che muove come se fosse carne della sua carne! Dice di venire dalle Seven Forges, che nessuno sapeva fossero abitate, e di essere stato mandato dagli dei per cercare Merros Dulver, e condurlo dal suo popolo…

Seven Forges è un fantasy ambientato in una terra fantastica che ricorda il medioevo per gli abiti, i cavalli, le spade e la presenza di un Imperatore che regna su vari reami. In più, però, c’è la magia, una magia potente che può fare qualunque cosa se si è disposti a pagarne il prezzo.

Motore di tutta la vicenda è la scoperta di un popolo misterioso, i Sa’ba Taalor, che vivono nel posto più inospitale del mondo, le Blasted Lands, enorme distesa ghiacciata e in perenne semioscurità. I Sa’ba Taalor sono enormi, la loro pelle è grigia, i loro occhi ardono nell’oscurità e non si sa cosa celano sotto il velo che gli copre il viso. Le loro usanze sono insolite e in qualche modo primitive: sia gli uomini che le donne, addestrati al combattimento fin dai primi anni di età, risolvono ogni conflitto combattendo; sono devoti ai loro sette dei in maniera maniacale, tanto da seguire i loro dettami in ogni aspetto della vita.

I Sa’ba Taalor sono l’elemento trainante della vicenda, e forse l’unico aspetto davvero interessante, soprattutto per la prima lunghissima parte del libro in cui la vicenda scorre lenta e senza grandi colpi di scena. Se non ci fosse stata la curiosità di scoprire qualcosa di più sui misteriosissimi Sa’ba Taalor, la lettura mi avrebbe lasciato piuttosto tiepida. Giravo una pagina dopo l’altra aspettando che finalmente succedesse qualcosa di sconvolgente, ma non accade fino alla fine, che invece è davvero scoppiettante.

#Libreriedalmondo: una libreria giapponese vende un solo libro alla settimana

Morioka-Shoten-Ginza

“Issatsu, Isshitsu”, un unico libro in un’unica stanza, questa è la filosofia della libreria Morioka Shoten Ginza, che si trova nel prestigioso Suzuki Building, storico edificio di Tokyo.

L’idea di base della libreria è quella opporsi alla grande e disinformata quantità di libri delle librerie tradizionali: il signor Yoshiyuki Morioka vende un solo libro a settimana che sceglie personalmente, ma su quell’unico volume è disponibile a spiegazioni e confronti con i potenziali lettori, oltre ad organizzare ogni giorno incontri con l’autore o altri eventi.

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Harry Potter e la Pietra Filosofale torna in libreria con le illustrazioni di Jim Kay

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Il 22 ottobre il mago più amato di tutto il mondo torna sugli scaffali delle librerie italiane con un’edizione illustrata di “Harry Potter e la Pietra Filosofale”, primo libro della saga.

I disegni, tutti rigorosamente a colori, sono opera di un illustratore inglese scelto personalmente da J.K. Rowling: si tratta di Jim Kay, vincitore della Kate Greenway Medal, uno dei massimi riconoscimenti a livello internazionale dedicati all’illustrazione per ragazzi.

La casa editrice Salani ha annunciato che il progetto non si fermerà con “Harry Potter e la pietra filosofale”, ma proseguirà con le edizioni illustrate degli altri sei libri della saga.

Se vi venisse spontaneo credere che le illustrazioni di Jim Kay non aggiungano nulla di nuovo, perché avete impressi in mente i disegni in bianco e nero delle vecchie edizioni Salani, o più probabilmente le pensate molto simili alle ben note immagini dei film, di cui vi sono ben familiari gli onnipresenti volti dei tre protagonisti, siete fuori strada: le nuove illustrazioni (più di 100) che accompagneranno il lettore attraverso la vita di Harry a Privet Drive e poi nelle prime avventure alla Scuola di Magia e Stregoneria di Hogwarts, vi lasceranno a bocca aperta.

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Approfondimento sui personaggi della trilogia di Ilaria Pasqua, “Il Giardino degli Aranci”

Come sapete Nativi Digitali Edizioni ha organizzato un blogtour per promuovere 10 romanzi del suo catalogo: fino al 15 ottobre i 10 titoli sono in offerta al -50% e ogni giorno un blog ospita un contenuto inedito che li riguarda. Oggi tocca a noi, con un approfondimento sui personaggi di  “Il Giardino degli Aranci”, trilogia di genere distopico di Ilaria Pasqua. Il primo libro, Il mondo di Nebbia, è in promozione, non perdete l’occasione e acquistatelo qui (io ho iniziato a leggerlo e lo trovo molto intrigante!).
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Prima di lasciarvi ai personaggi vi introduco brevemente la trama: Aria vive in un Mondo di Nebbia, un luogo dove la vita sembra scorrere normalmente, ma che in realtà nasconde inquietanti segreti, a incominciare dalle strane forme di fumo nero che prendono gli incubi: procioni, serpenti, cavallette, gechi, ombrelli… A controllare la città sono i Cinque Sacerdoti, la loro parola è legge. Aria non è però una ragazza come tutte le altre: in quel mondo ha la sensazione di “girare a vuoto”, e dentro di sé sospetta che dietro ai suoi incubi ci siano verità dimenticate… sarà l’incontro con Will, che come lei sembra frustrato e insoddisfatto da quella realtà, a rivelarle che tutto quello in cui credeva prima è nient’altro che un’illusione. Qual è la verità dietro quel mondo? Chi sono i Cinque? E in che modo Aria ha il potere di cambiare tutto?

Chi sono i personaggi che si muovono in questo Mondo di Nebbia? A raccontarceli la stessa autrice, Ilaria Pasqua: il-mondo-del-bosco-400x533


Aria
: non c’è nome più adatto a descriverla. Aria è un tipo testardo e tutto pepe, dalle maniere brusche ma dal cuore d’oro. È una mangiona, e all’apparenza non sembra aver bisogno di nessuno. Il fatto che non sia vero, ma che continui comunque con tutte le forze a cercare di essere indipendente la rende speciale agli occhi degli altri.

Ciò che cerca sempre di fare, anche se forse non se ne rende conto, è tendere al cielo, essere libera. Per questo il mondo di nebbia è troppo per lei. Una prigione che non può sopportare. Ma anche nel mondo del bosco troverà un altro genere di prigione che per lei potrebbe essere persino peggiore della precedente…

Will: questo ragazzo è cresciuto nell’ombra. È infatti silenzioso ma pieno di calore. Sa come far sentire gli altri apprezzati. Capisce al volo se c’è qualcosa che non va nell’aria. È un intuitivo ma poco impulsivo, al contrario di Aria che la maggior parte delle volte si butta senza pensare affatto alle conseguenze. Lui pensa troppo alle conseguenze. Per questo appare a volte un po’ bloccato. Questo personaggio è nato durante una bellissima passeggiata tra le montagne del Trentino. Il cielo era carico di minacciose nuvole grigie pronte a scaricare pioggia da un momento all’altro, ma il verde tutt’intorno era spiazzante. Will mi è sempre apparso così.

Henry: il saggio Henry. Questo ragazzo è cresciuto in una casa piena d’amore e di risate. È un tipo rilassato, che è in grado di mettere a suo agio anche le pietre. Non passa inosservato, anche se vorrebbe, ma la vicinanza di Aria di fatto è stato il miglior mantello dell’invisibilità. Per lui non c’è compagnia migliore che quella dei suoi amici. È il più legato agli altri, e forse più degli altri è pronto a sacrificarsi in caso di necessità. Lui segue i più alti ideali di amicizia e amore, senza preoccuparsi troppo di ciò che di brutto c’è nel mondo. È uno spirito positivo.

Ha solo una cosa che lo rende strano: ama toccare le cose, potrebbe passare ore a sfiorare muri e superfici. Forse perché vorrebbe conoscere fino in fondo tutto ciò che lo circonda. O forse solo perché è strano.

Dan: raggio di sole. Dan è nato da un raggio di sole. Per me il sole e lui sono inseparabili. Tutto ciò che rappresenta il sole in una giornata, lo fa Dan nella vita degli altri. Spensierato, avvolgente, un leader nato che però nasconde dentro di sé un piccolo velo d’invidia…

Marcus: la vita con Marcus non è stata affatto generosa. Si è divertita a mangiarlo pezzo per pezzo senza che potesse far nulla per impedirlo. Marcus è un ragazzo debole che non è in grado di vedere il bello di questo mondo. Ha conosciuto una sola persona speciale ed è scappato via, le scuse che si è dato per essere infelice sono la sua giustificazione a non vivere.

Marcus rappresenta tutta la mia negatività. Proprio come il mondo di nebbia.

Lucas: un tempo era il calore che riusciva ad avvolgere la stanza. Allegro, sveglio, spigliato, dal sorriso disarmante. Lucas era il tipo di persona che avrei voluto conoscere; capace di attirare l’attenzione senza volerlo, di strappare una risata con una semplicità incredibile. È disperatamente ottimista e fino all’incontro di Marcus non pensava potesse davvero esistere il male…

Wade: anima semplice, è un tipo che non si arrende mai. Un po’ come sua figlia Aria non accetta le imposizioni, né che le cose non possano andare nel modo che desidera. Insiste finché non riesce. Ma a volte i desideri e l’ostinazione non bastano. E Wade lo imparerà molto bene nel corso della trilogia.

Loren: di Loren credo di averne conosciute molte nella mia vita. Impaurita è il termine che mi viene in mente prima di tutti gli altri. Non sa bene cosa ci fa nella vita, non sa adattarsi alla sua stessa esistenza. Ha difficoltà ad analizzare ciò che ha intorno anche se ci prova con tutte le sue forze. Sua sorella è l’unico appiglio, e forse l’unica cosa che riesce a farla sorridere. Quando è con lei si dimentica di tutto il resto e riesce a stare bene. Ma non dura mai abbastanza.

Mary: è un’Aria in miniatura, o un’aspirante Aria. Ha in sé quel seme da “rivoluzionaria” solo che è nata in un’epoca che non le può permettere di svilupparlo. In un mondo impossibile, lei cerca comunque di mantenere la sua dignità. È ancora troppo giovane però per scegliere con coscienza la sua vita. Forse Aria le darà una fiducia eccessiva, vedrà troppo oltre le sue capacità. E sbaglierà. Per Mary Loren è tutto, proprio come per la sorella. Se non avesse lei da proteggere, la sua linguaccia se ne starebbe chiusa in bocca, forse. Non ama ciò che la circonda, ma non ha ancora trovato il coraggio per tentare di cambiare le cose. D’altronde la sorella le dice: “sei un microbo”, e in effetti è proprio troppo piccolina per stringere tra le mani il destino di quel mondo, e forse anche per tenere il suo.

Peter: un ragazzo semplice nel senso più buono del termine. Ama lavorare nei campi ma crede ci sia di più nella vita. Solo che non sa bene cosa. Non è un tipo troppo intelligente, ma compensa tutto ascoltando gli altri, è un gran ascoltatore e a pelle riesce a capire se negli altri c’è qualcosa che non va. Interpreta le maree del suo mondo, e le osserva in silenzio.

Will diventerà per lui un raggio di speranza, la possibilità di avere qualcosa di meglio. Si farà tentare da tutto quello che il ragazzo gli racconterà. Sognerà a occhi aperti un luogo che non ha mai visto e questo suo desiderio oscurerà tutto il resto, anche il buonsenso.

Merrick: glaciale e freddo come una pietra, quest’uomo sembra arrivato da un altro pianeta. Non sembra avere nessuna caratteristica che lo possa avvicinare a un essere umano. Persino guardando la sua pelle si direbbe morto. Morto. Merrick sembra un cadavere che pensa. Pensa molto, e anche molto bene, è un calcolatore dalla mente sempre attiva. Un manipolatore che ha ben più di queste particolarità. Forse nasconde qualcosa?

Non perdetevi le prossime tappe del blogtour, con tante curiosità sugli altri 9 romanzi!

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#teatro – Il Feudatario di Carlo Goldoni

il feudatario carlo goldoni

Compagnia “La Barcaccia” di Verona, regia di Roberto Puliero.

Lo spettacolo è il frutto della preziosa riscoperta di un testo goldoniano insieme misconosciuto e sorprendente, nato proprio in territorio veronese durante un breve soggiorno dell’Autore nel feudo di Sanguinetto, dov’egli era stato chiamato in qualità di Cancelliere “per redigere un processo verbale”: è qui che Goldoni, affascinato e incuriosito, incontra la pittoresca umanità dei contadini del luogo, e insieme la appassionante vicenda che farà da filo conduttore della commedia. L’eccezionalità del testo (datato 1752) è data dal fatto che, per la prima e unica volta all’interno del suo sconfinato repertorio, Goldoni rende protagonista d’una sua opera la categoria dei “villani”, sorridendo benevolmente della loro ingenua rozzezza, subito utilizzata a fini spettacolari, ma nel contempo sottolineando con ammirazione la loro capacità di riunirsi, di fare comunità, di difendere i propri diritti sino alla rivolta pur di liberarsi di antichi soprusi.

Ridicolmente convinto di poter ancora esercitare dei privilegi superati appare invece il vanesio marchesino Florindo, personificazione di quella nobiltà in declino contro cui Goldoni amava lanciare i suoi strali , denunciandone la perdita dei valori antichi qui limpidamente rappresentati, invece, dalla marchesa madre Beatrice, nobile d’animo prima che di nascita.

il feudatario carlo goldoniIl filo narrativo della trama vede a loro contrapposta, per una complessa lite sulla eredità del feudo, la giovane Rosaura, insieme dolce e puntigliosa orfanella dell’antico signore del luogo. Quando le incoscienti bizzarrie del Marchesino si spingeranno ad insidiare le donne del paese, la comunità dei villani non esiterà ad insorgere e a schierarsi apertamente dalla parte della fanciulla.

La commedia a quel punto velocemente scivola verso l’immancabile lieto fine, determinato insieme da saggezza popolare e nobiltà antica; ma, soprattutto, magicamente sintetizza un momento storico in cui il popolo prende coscienza di sè ribellandosi ad anacronistiche prepotenze.

La messinscena de “La Barcaccia”- è impreziosita dalla rielaborazione in volgare rustico della parlata dei villani, realizzata dallo studioso Marino Zampieri che ne ha meticolosamente ricostruito e reinventato il linguaggio attingendo al ricchissimo patrimonio letterario dell’area veneta. La parlata dei villani e il mirabile disegno di personaggi e situazioni insieme con-corrono così al trascinante divertimento della commedia, puntualmente garantito dal più straordinario inventore di teatro di ieri e, più che mai, anche di oggi.

Per tutte le info sul Gad: www.festivalgadpesaro.it.

gad festival pesaro programma

#InsideOut: l’importanza della tristezza.

inside-out recensione

Finalmente sono riuscita ad andare a vedere il chiacchieratissimo Inside Out, e ora voglio inserirmi anch’io nell’inflazionata corrente di commenti e dirvi la mia!

Una cosa è sicura: merita di essere visto! Correte al cinema se non l’avete ancora fatto, o se preferite vederlo comodamente sul divano di casa vostra, segnatelo sulla lista dei film da vedere. Molti di voi forse lo guarderanno insieme a figli, nipoti, cuginetti o quant’altro, ma lasciatevi dire una cosa: potete andare anche con i vostri amici o con il vostro lui/lei, perché Inside Out è un film d’animazione anche per adulti (come poi tutti i cartoni animati, ne sono fermamente convinta).

La storia di Riley, una bambina di dieci anni che viene sradicata dalla sua vita in Minnesota per trasferirsi nell’assolata California, è raccontata dalla parte delle cinque coloratissime emozioni che guidano la sua vita, Gioia, Tristezza, Rabbia, Disgusto e Paura, protagoniste di un avventuroso viaggio attraverso la mente della bambina con gustosi riferimenti scientifici: la memoria a lungo termine, il pensiero astratto, le isole della personalità, il subconscio (“è il subconscio dove portano tutti i piantagrane!”)…

Si tratta di cento minuti di puro godimento in un’animazione iper colorata e iper divertente, ma anche molto commovente (allerta meteo: previste deboli precipitazioni). Infatti Riley sta attraversando il primo vero momento triste della sua vita: il trasloco in una città priva di verde e in cui non si gioca a hockey, sport di cui è appassionata, senza Maggie, la sua amica del cuore. Le res gestae sono scatenate da Gioia, che vuole tenere a tutti costi la turchese paffuta, apatica e, diciamocelo, davvero snervante Tristezza lontano dalla consolle di controllo che regola le emozioni di Riley. Alla fine Gioia capirà ciò che noi adulti, in fondo, già sappiamo: non si può essere sempre felici, a volte si deve saper vivere la tristezza, perché anche i momenti più brutti ci rendono ciò che siamo.

Quando succede qualcosa che ci sconvolge bisogna permettere a sé stessi di abbandonarsi alla tristezza, almeno per un po’: parlare con qualcuno, provare nostalgia, piangere, perché come dice Tristezza: “piangere mi aiuta a calmarmi e a non essere ossessionata dal peso dei problemi della vita”. E chissà che proprio dalla tristezza non nasca qualcosa di buono e di nuovo. 😉